Vescovi Sud Africa: Zuma non credibile nella lotta contro la corruzione. Serve una Corte anti-corruzione

“Quando accuse di corruzione pendono sulla testa di un presidente in carica per così tanto tempo, qualcosa cede. Nel nostro caso, la fibra morale della nostra nazione ha subito danni enormi a causa della perdita di fiducia delle persone nell’ufficio del presidente e nella sua capacità di combattere la corruzione a tutti i livelli di governo”. Sono parole che i vescovi del Sud Africa hanno scritto all’indomani di una sentenza della Corte suprema di appello del 13 ottobre che potrebbe riaprire dopo otto anni la possibilità di procedimento giudiziario riguardo le accuse di corruzione contro il presidente Zuma. “Per otto anni”, scrivono i vescovi in un messaggio ricevuto oggi dal Sir, “non abbiamo avuto un presidente che guida in modo credibile e in prima linea la lotta contro la corruzione”. Come uomini di Chiesa “non siamo esperti in materia costituzionale” ma chiediamo agli “esperti costituzionalisti e alla commissione per le riforme legislative di guidare la nazione verso la definizione di una Corte anti-corruzione, con giudici specializzati che assicurino procedimenti celeri ed efficaci dei casi di corruzione e crimini finanziari”, sull’esempio di molti altri Paesi. I vescovi chiedono inoltre ai candidati in corsa per la presidenza del Congresso nazionale africano (Anc) di “dichiarare pubblicamente che in caso di vittoria interverranno perché venga istituita” una tale Corte: “Ciò sarà per noi un segno della loro serietà nel combattere contro la corruzione politica”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia