Rohingya: mons. Pereira (Jammu-Srinagar) chiede a governo indiano di “garantire la sicurezza dei profughi”

Mons. Ivan Pereira, vescovo di Jammu-Srinagar, nell’India settentrionale, ha chiesto al governo indiano di garantire la sicurezza di migliaia di profughi musulmani rohingya minacciati di morte dai gruppi integralisti indù di destra. La diocesi di Jammu-Srinagar copre l’intero stato di Jammu e Kashmir, a maggioranza musulmana e in conflitto da decenni con il governo centrale perché chiede l’indipendenza o l’annessione al Pakistan.  Secondo mons. Pereira, come riferisce l’agenzia cattolica Ucanews, il governo indiano dovrebbe soddisfare i loro “bisogni immediati” e solo dopo avviare un processo di rientro se li ritiene irregolari. Il governo federale indiano ha infatti annunciato piani per rimpatriare circa 40.000 rohingya “illegali”. Secondo dati governativi in Jammu e Kashmir sono ospitate 1.219 famiglie rohingya che comprendono 5.107 persone: solo 4.000 sono stati identificati dall’Unhcr, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Stime non ufficiali parlano di circa 10.000 rohingya nello Stato. Molti hanno già subito violenze: tre persone sono state uccise e sei ferite il ​​26 novembre dello scorso anno quando una folla di indù ha dato fuoco a 150 baracche dove vivevano i rohingya a Jammu.

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