Riforma, 500 anni: convegno alla Lateranense. Mons. Ciola, “dar seguito alla dichiarazione congiunta firmata in Svezia”

“Esigenza spirituale e teologia erano una sola cosa nell’esperienza di Lutero”. Lo ha detto mons. Nicola Ciola, decano della Facoltà di teologia della Pontificia Università Lateranense, durante il convegno “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, che si svolge oggi e domani nell’Ateneo Lateranense, a Roma. “Spirito e obiettivi si richiamano a vicenda, anzi si intersecano l’un l’altro – ha sottolineato durante il suo intervento -. L’azione di Dio misericordioso di fronte la grande miseria dell’uomo era un tormento per il monaco agostiniano”. Attenzione anche alla modernità della sua impostazione teologica, che “mette al centro il soggetto e le sue esigenze”. Il convegno ruota attorno a tre temi: la “Teologia crucis” come rinnovamento del metodo teologico, la giustificazione e la spiritualità “sottostante all’agire ecclesiale tipico della Riforma”. Infine, uno sguardo a Lund e alle parole di Papa Francesco, in occasione della commemorazione dei 500 anni della Riforma. “Nella dichiarazione firmata in Svezia, cattolici e luterani scrivono di avere cominciato a camminare assieme sulla via della riconciliazione. Noi vogliamo dare il nostro contributo per dare seguito a quella dichiarazione”.

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