Riforma, 500 anni: convegno alla Lateranense. Cavallotto (Tor Vergata), temi aperti per “un’ulteriore possibilità di comunione”

“Sul tema della giustificazione cattolici e luterani sono uniti, anche se danno letture diverse della realtà. Questo è importantissimo, perché apre la strada a un’ulteriore possibilità di comunione concreta”. Lo ha detto Stefano Cavallotto, docente di Storia del Cristianesimo all’Università di Tor Vergata, durante il convegno “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, che si svolge oggi e domani nella Pontificia Università Lateranense, a Roma. Lo storico ha ricordato l’invito di Papa Francesco, a Lund, in occasione della commemorazione con i luterani, a “essere uniti nel fare e nel testimoniare, al di là delle diversità confessionali che non vanno banalizzate e vanno viste in un’ottica di pluriformità della fede”. Diversità che, secondo Cavallotto, sono alla base del “principio della diversità riconciliata, non conflittuale – ha sottolineato il docente -. Porta, infatti, a un recupero della positività del pluralismo delle forme e delle interpretazioni di qualcosa che ci è comune, cioè la sostanza del Vangelo”. Rispondendo alla domanda su quale possa essere la prossima tappa nel cammino di comunione tra le due Chiese, Cavallotto ha affermato che “il tema, per quanto riguarda i luterani, sembra essere di carattere ecclesiologico, riguarda cioè il ruolo della gerarchia ecclesiale e del papato. Ma la Chiesa cattolica ha già dato una risposta con la Dei Verbum, che ha posto la Parola di Dio al vertice di tutta la realtà ecclesiale. Non c’è nessuna realtà umana che ne è al di sopra. Questo è già un contributo molto importante”.

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