Papa Francesco: udienza, “ognuno di noi pensi la propria morte”, quando Gesù “ci prenderà per mano”

foto SIR/Marco Calvarese

“Siamo tutti piccoli e indifesi davanti al mistero della morte. Però, che grazia se in quel momento custodiamo nel cuore la fiammella della fede!”. Con questo auspicio il Papa ha concluso l’udienza di oggi, in cui ha raccontato che “Gesù ci prenderà per mano, come prese per mano la figlia di Giairo, e ripeterà ancora una volta: ‘Talità kum’, ‘Fanciulla, alzati!’ Lo dirà a noi, a ciascuno di noi: ‘Rialzati, risorgi!'”. Poi ha proseguito a braccio: “Io vi invito adesso, forse, a chiudere gli occhi e pensare a quel momento della nostra morte: ognuno di noi pensi la propria morte. E si immagini quel momento, che avverrà, quando Gesù ci prenderà per mano e ci dirà: ‘Vieni, vieni con me, alzati!’. Lì finirà la speranza e sarà la realtà, la realtà della vita”. “Pensate bene”, ha proseguito ancora fuori testo: “Gesù stesso verrà da ognuno di noi e ci prenderà per mano con la sua tenerezza, con la sua mitezza, con il suo amore. E ognuno ripeta nel suo cuore la parola di Gesù: Alzati, vieni! Alzati, vieni! Alzati, risorgi!”. “Questa è la nostra speranza davanti alla morte”, ha spiegato Francesco: “Per chi crede, è una porta che si spalanca completamente; per chi dubita è uno spiraglio di luce che filtra da un uscio che non si è chiuso proprio del tutto. Ma per tutti noi sarà una grazia, quando questa luce dell’incontro con Gesù ci illuminerà”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia