Papa Francesco: udienza, “contare i propri giorni fa che il cuore divenga saggio”

foto SIR/Marco Calvarese

“Contare i propri giorni fa che il cuore divenga saggio”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha sintetizzato l’atteggiamento del cristiano nei confronti della morte, “una realtà che la nostra civiltà moderna tende sempre più a cancellare”. “Quando la morte arriva, per chi ci sta vicino o per noi stessi, ci troviamo impreparati, privi anche di un alfabeto adatto per abbozzare parole di senso intorno al suo mistero, che comunque rimane”, l’analisi di Francesco: “Eppure i primi segni di civilizzazione umana sono transitati proprio attraverso questo enigma. Potremmo dire che l’uomo è nato con il culto dei morti”. “Altre civiltà, prima della nostra, hanno avuto il coraggio di guardarla in faccia”, ha ricordato il Papa: “Era un avvenimento raccontato dai vecchi alle nuove generazioni, come una realtà ineludibile che obbligava l’uomo a vivere per qualcosa di assoluto”. Poi la citazione del salmo 90: “Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio”. “Contare i propri giorni fa che il cuore divenga saggio”, il commento a braccio: “Parole che ci riportano a un sano realismo, scacciando il delirio di onnipotenza”. “Cosa siamo noi? Siamo quasi un nulla”, ha proseguito Francesco citando un altro Salmo: “I nostri giorni scorrono via veloci: vivessimo anche cent’anni, alla fine ci sembrerà che tutto sia stato un soffio”. “Tante volte io ho ascoltato anziani dire: la vita mi è passata come un soffio”, la testimonianza del Papa ancora a braccio.

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