Notizie Sir del giorno: “Padre nostro” di Papa Francesco, liberato don Maurizio Pallù, Consiglio europeo, dati su minori in comunità, Giornata tratta

Papa Francesco: a Tv2000, “diciamo di esser cristiani ma viviamo nell’odio, nella competizione, nelle guerre”

“Diciamo di essere cristiani, diciamo di avere un padre, ma viviamo come, non dico come animali, ma come persone che non credono né in Dio né nell’uomo, senza fede, e viviamo anche facendo del male, viviamo non nell’amore ma nell’odio, nella competizione, nelle guerre. È santificato nei cristiani che lottano fra loro per il potere? È santificato nella vita di quelli che assoldano un sicario per liberarsi di un nemico? È santificato nella vita di coloro che non si curano dei propri figli? No, lì non è santificato il nome di Dio”. Così Papa Francesco nella conversazione con don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, trasmessa nel programma “Padre nostro”, in onda su Tv2000 dal 25 ottobre, ogni mercoledì, alle 21. L’anteprima è stata presentata oggi pomeriggio nella Filmoteca Vaticana, alla presenza del prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò, del direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, di don Marco Pozza e del regista Andrea Salvadore. (clicca qui)

Nigeria: liberato don Maurizio Pallù. La conferma del ministro Alfano

È stato liberato ieri sera poco prima di mezzanotte, in buone condizioni di salute, don Maurizio Pallù, il sacerdote italiano itinerante del Cammino neocatecumenale rapito giovedì scorso nel sud della Nigeria. A darne la notizia è Radio Vaticana, confermata dal ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ai microfoni di Radio Capital. Il sequestro è stato opera di un gruppo di criminali locali che aveva derubato e portato via il sacerdote mentre si trovava in macchina assieme ad altre persone. Tra i sequestrati non c’era solo il sacerdote come reso noto in un primo momento ma anche alcuni nigeriani. Subito dopo il rapimento per la sua liberazione aveva pregato Papa Francesco. (clicca quicon i commenti delle diocesi di Roma e Firenze)

Consiglio europeo: Tusk scrive ai 28, “risolvere i veri problemi dei cittadini”. Ma “unità non può essere scusa per stagnazione”

(Bruxelles) L’ormai tradizionale lettera che il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, invia ai leader Ue alla vigilia del summit (19-20 ottobre), questa volta cambia senso e toni. Non solo un elenco di argomenti all’ordine del giorno con il dettaglio di orari, riunioni e cene di lavoro, ma un vero e proprio cronoprogramma che porta alla metà del 2019, cioè oltre il Brexit e alle elezioni del Parlamento europeo. Nella sua missiva, in inglese, Tusk scrive che occorre dare stabilità e sicurezza all’Unione e far fronte alla distanza fra i cittadini e il progetto europeo, rilanciando l’integrazione politica così da rintuzzare i particolarismi che hanno seguito in tutto il continente. Un testo impegnativo, che passa dal fissare tre principi: “dobbiamo concentrarci sulle soluzioni pratiche ai veri problemi dei cittadini dell’Unione”; “dovremmo procedere passo dopo passo”; “dobbiamo preservare l’unità che siamo riusciti a sviluppare nel corso dell’ultimo anno”. (clicca qui)

Somalia: mons. Bertin (Mogadiscio), “unire forze del bene per interessi della popolazione, non di altri governi”

“L’appello del Papa arriva al momento buono. Spero che sia accolto e soprattutto che aiuti almeno le forze del bene a unirsi un po’ di più perché il male va affrontato insieme e non in modo sparpagliato, ciascuno con una propria agenda”. È questo il commento al Sir di mons. Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Gibuti e Mogadiscio, dopo l’appello di Papa Francesco per la Somalia, di cui ha parlato oggi a conclusione dell’udienza generale. “Quando dico lavorare insieme mi riferisco ai somali tra di loro e alla comunità internazionale – precisa -. Il nostro ruolo come cattolici è essere presenti ed accompagnare. Anche perché abbiamo una lunga tradizione di impegno a favore dell’umanità e della Somalia. La Chiesa è presente dal 1904 in modo continuo nel sud della Somalia e poi con i miei confratelli francescani dal 1930. Diverse persone hanno lasciato la vita per il bene della popolazione somala, come Annalena Tonelli, il vescovo Salvatore Colombo, padre Pietro Turati, Graziella Fumagalli della Caritas italiana”. (clicca qui; appello del Papa: clicca qui)

Garante infanzia: in aumento i minori presenti in comunità e quasi la metà sono stranieri

Al 31 dicembre 2015 i minori accolti nelle comunità erano 21.035, il 9,3% in più rispetto a un anno prima, e rappresentavano lo 0,2% di tutta la popolazione infradiciottenne. Il dato è stato fornito dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza che oggi ha presentato un rapporto frutto della collaborazione con le 29 procure minorili. Aumenta anche il numero dei minori non accompagnati e quello, ad esso strettamente correlato, dei minori stranieri, che sono il 48% del totale contro il 42,8 della rilevazione precedente. Visto l’andamento del fenomeno migratorio, il dato è destinato con tutta probabilità a crescere nella rilevazione aggiornata al 31 dicembre 2016, in fase di avanzata elaborazione, che potrebbe essere presentata entro la fine dell’anno in corso. L’incidenza dei minori stranieri spiega anche il fatto che la regione con il più altro numero di minori in comunità sia la Sicilia (21,5%), seguita molto a distanza dalla Lombardia (12,1%) e dalla Campania 10%). (clicca qui)

Tratta: Save the children, “nel 2016 censite in Italia 1.172 vittime, 111 sono minori”

In Italia nel 2016 le vittime di tratta effettivamente censite sono state 1.172, di cui 954 donne e 111 bambini e adolescenti, l’84% dei quali di genere femminile. Particolarmente a rischio sono i minori stranieri non accompagnati, come le nigeriane e le rumene, anche di 13 e 14 anni, costrette a prostituirsi, i bengalesi sfruttati nel lavoro nero, e i giovani “in transito” bloccati nelle città o alle frontiere con difficoltà di accesso agli altri Paesi europei. È quanto emerge dal rapporto di Save the children “Piccoli schiavi invisibili” diffuso oggi, in occasione della Giornata europea contro la tratta. In Italia lo sfruttamento sessuale rappresenta quasi la maggioranza dei casi (50%), con un andamento purtroppo crescente, e sono frequenti i casi di sfruttamento in economie illegali come lo spaccio (10% circa), lo sfruttamento lavorativo (5,4%) e l’accattonaggio (3,6%). I rilevamenti degli operatori delle unità di strada del progetto nazionale Vie d’Uscita di Save the Children per il contrasto dello sfruttamento sessuale in alcuni territori chiave confermano questa tendenza, con un aumento di quasi 4 volte tra maggio 2016 e marzo 2017, quando i contatti sono saliti da 356 a 1.313, di cui 237 vittime minorenni e 1.076 neo-maggiorenni. (clicca qui)

Vita pastorale: da novembre si rinnova in stretta collaborazione con la Cei. Ogni mese anche un contributo del card. Bassetti

“Vita Pastorale” – mensile fondato nel 1912 dal Beato don Giacomo Alberione – dal numero di novembre presenterà numerose novità sia sul piano dei contenuti che per quanto riguarda il layout grafico. Diretto dallo scorso primo giugno da don Antonio Sciortino, con 35mila copie e 125mila lettori, “Vita Pastorale” è il mensile italiano più diffuso dedicato a vescovi, parroci, operatori pastorali, catechisti e laici impegnati. Con l’obiettivo di presentare ciò che la Chiesa italiana propone sul piano pastorale, a partire dalle parole di Papa Francesco, la rivista, oltre a parlare di attualità e società, presenterà approfondimenti su molte aree tematiche: teologica, liturgica, biblica, morale e omiletica. All’interno del mensile rinnovato diverse rubriche e sezioni dedicate alle iniziative della Cei, tra cui: servizi sui grandi appuntamenti pastorali, racconto delle comunità sul territorio, contributi e spunti di riflessione di teologi ed esperti autorevoli. (clicca qui)

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