Garante infanzia: una rete nazionale per i “neo-maggiorenni” che hanno lasciato le comunità

“I dati rispecchiano la situazione esistente, sono una fotografia aggiornata e completa della situazione dei ragazzi fuori famiglia. Alcune oscillazioni rispetto alla precedente rilevazione sono comprensibili alla luce del fatto che sono aumentati i ragazzi di origine straniera nel nostro Paese e questo giustifica la prevalenza del genere maschile, la prevalenza della fascia adolescenziale e il fatto che la Sicilia rappresenti la regione dove i ragazzi sono prevalentemente collocati”. Lo ha detto il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, in occasione della presentazione del rapporto “La tutela dei minorenni in comunità” realizzato in collaborazione con le procure minorili.
Le comunità interessate dall’indagine erano 3.352 al 31 dicembre 2015, escluse quelle che rientrano nell’ambito della prima accoglienza dei minori di origine straniera e quelle di pertinenza del ministero della Giustizia.
In queste strutture, peraltro, risultavano presenti anche 1.940 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 21 anni, l’8% del totale a fronte del 10% della rilevazione precedente. Si tratta di ragazzi per lo più privi di una famiglia di riferimento. In questi casi si può prevedere una prosecuzione dell’accoglienza fino al compimento dei 21 anni, cercando di accompagnare i ragazzi verso l’autonomia.
Per questa particolare problematica, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza promuove il progetto “Care Leavers Network” che punta a creare la prima rete nazionale di ragazzi che hanno vissuto fuori dalla propria famiglia. Uno strumento per creare e mantenere rapporti significativi anche con gli adulti, per aiutare a superare la solitudine dei “neo-maggiorenni” e per acquisire e divulgare il vissuto di questi ragazzi in relazione alla loro esperienza in comunità.

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