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Consiglio europeo: Tusk scrive ai 28, “risolvere i veri problemi dei cittadini”. Ma “unità non può essere scusa per stagnazione”

(Bruxelles) L’ormai tradizionale lettera che il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, invia ai leader Ue alla vigilia del summit (19-20 ottobre), questa volta cambia senso e toni. Non solo un elenco di argomenti all’ordine del giorno con il dettaglio di orari, riunioni e cene di lavoro, ma un vero e proprio cronoprogramma che porta alla metà del 2019, cioè oltre il Brexit e alle elezioni del Parlamento europeo. Nella sua missiva, in inglese, Tusk scrive che occorre dare stabilità e sicurezza all’Unione e far fronte alla distanza fra i cittadini e il progetto europeo, rilanciando l’integrazione politica così da rintuzzare i particolarismi che hanno seguito in tutto il continente. Un testo impegnativo, che passa dal fissare tre principi: “dobbiamo concentrarci sulle soluzioni pratiche ai veri problemi dei cittadini dell’Unione”; “dovremmo procedere passo dopo passo”; “dobbiamo preservare l’unità che siamo riusciti a sviluppare nel corso dell’ultimo anno”. Qui arriva l’indicazione delle “due velocità”, per superare lo stallo in cui si trova l’Unione: “Serve un approccio che non impedisca ai governi di andare avanti in aree specifiche pur lasciando la porta aperta a chi si vorrà unire successivamente. L’unità non può essere una scusa per la stagnazione”.

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