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Scuole di pace: Riccardi (Comunità di Sant’Egidio), “un cammino di quasi mezzo secolo per le strade di Roma e del mondo”

“Non bisogna dimenticarsi di quando Roma era piena di baracche e campi profughi: c’erano angoli nascosti e negletti dove vivevano tanti bambini invisibili. I figli di chi viveva nelle baracche non andavano a scuola, perché non avevano le scarpe o semplicemente perché provavano troppa vergogna. Questo dà la misura dell’utilità sociale e del lavoro svolto per l’integrazione dalle scuole della pace in questi ultimi 50 anni”. Lo ha detto il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, intervenendo oggi pomeriggio a Roma alla presentazione del libro “Alla Scuola della Pace. Educare i bambini in un mondo globale”, scritto da Adriana Gulotta ed edito da San Paolo. Dal Salvador al Malawi, passando per Buenos Aires fino a Napoli, il libro ripercorre la storia dell’amicizia tra tanti giovani e i bambini, attraverso l’esperienza delle Scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio, presenti in oltre settanta Paesi. Ne descrive l’azione nelle periferie umane ed esistenziali del mondo globale e si sofferma sul loro particolare metodo educativo, disegnando un itinerario che può essere di aiuto e riflessione per genitori, maestri, educatori, insegnanti e quanti si trovano accanto ai bambini a diverso titolo. Riccardi, nel ricordare la necessità di puntare sull’istruzione e sull’educazione, soprattutto per le fasce più deboli, ha poi aggiunto: “Le scuole di pace non sono altro che un cammino di quasi mezzo secolo per le strade di Roma e del mondo, un cammino fatto insieme ai bambini poveri e a tutti i minori provenienti dalle periferie del nostro pianeta”.

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