Rohingya: Moas, inaugurato a Shamlapur in Bangladesh il primo ospedale “Aid station”

Il 14 ottobre a Shamlapur, in Bangladesh, Moas (Migrants off shore aid station) ha inaugurato il primo ospedale “Aid station” per l’impegno umanitario sulla terraferma. Il centro, chiarisce una nota, “presterà ai rifugiati Rohingya e alle comunità ospitanti bengalesi l’assistenza medico-sanitaria di cui c’è urgente bisogno, con particolare attenzione per le donne incinte e quelle che hanno appena partorito oltre ai bambini nei campi improvvisati intorno al villaggio di pescatori di Shamlapur”. Moas ha reclutato un team di 49 professionisti bengalesi e italiani fra cui un direttore sanitario, un addetto alle forniture mediche, otto dottori, sei infermiere, una ostetrica, due assistenti farmaceutici e due responsabili addetti alla gestione dei dati con competenze paramediche. Il team “somministrerà assistenza medica primaria e secondaria in particolare in ambito pre e post-natale e pediatrico. Inoltre, si sta occupando dell’elevato tasso di malnutrizione fra i bambini a Shamlapur e cerca di prevenirla fra le tante persone a rischio”. Dopo aver distribuito il primo carico di aiuti, la nave Phoenix del Moas continua a lavorare a supporto delle operazioni di terra trasportando forniture di aiuti estremamente necessarie per aumentare le risorse disponibili in Bangladesh. La prossima fornitura è prevista per l’1 novembre e arriverà dalla Malesia.
“Non ci tireremo indietro mentre il mondo rimane indifferente davanti alla sofferenza dei Rohingya – ha detto Regina Catrambone, co-fondatrice e direttrice Moas durante la cerimonia d’inaugurazione -. Ci siamo fatti avanti per essere qui al loro fianco, offrendo assistenza medica e aiuto per restituire la speranza di un futuro migliore. Oltre metà della popolazione Rohingya del campo è costituita da bambini sotto i 12 anni e donne che hanno perso i mariti. La loro disperazione è immensa e proprio per questo è importante essere qui e mantenere viva la speranza”. Christopher Catrambone ha precisato che “le Moas Aid stations saranno a disposizione sia dei Rohingya che della comunità locale al fine di migliorare la qualità della vita di tutti”.

 

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