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Papa Francesco: alla Fao, “conflitti e cambiamenti climatici” ostacoli principali. Appello per “disarmo graduale e sistematico”

“I conflitti e i cambiamenti climatici”: sono questi, per il Papa, i “due principali ostacoli” da superare, per cambiare il futuro delle migrazioni. “Il diritto internazionale – ha detto Francesco nel discorso alla Fao – ci indica i mezzi per prevenire i conflitti o risolverli rapidamente, evitando che si prolunghino e producano carestie e distruzione del tessuto sociale”. “Pensiamo alle popolazioni martirizzate da alcune guerre che durano decine di anni, e che avrebbero potuto essere evitate o almeno ridotte – l’esempio citato da Francesco – e che producono effetti tanto disastrosi e crudeli, come l’insicurezza alimentare e lo spostamento forzato delle persone”. “Ci vuole buona volontà e dialogo per porre fine ai conflitti e un impegno totale a favore di un disarmo graduale e sistematico, previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, così come per rimediare alla funesta piaga del traffico delle armi”, l’appello del Papa. Quanto ai cambiamenti climatici, Francesco ha citato l’Accordo di Parigi, “dal quale, disgraziatamente, alcuni si stanno dissociando”, ha denunciato, stigmatizzando “la presunzione di controllare le risorse limitate del pianeta”. Di qui la necessità di “sforzarsi in favore di un consenso concreto e pratico, se si vogliono evitare gli effetti più tragici, che continuano a ricadere sulle persone più povere e indifese”. “Siamo chiamati ad adottare un cambio negli stili di vita, nell’uso delle risorse, nei criteri di produzione, perché il consumo che non rispetta gli alimenti comporta un aumento delle perdite e dello spreco”, ha ribadito Francesco: “Non possiamo accontentarci di dire: un altro lo farà”.

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