Paolo VI: mons. Semeraro (Albano), “sentì fortemente l’essere vescovo e vescovo di Roma”

“Paolo VI sentì fortemente l’essere vescovo e vescovo di Roma” È quanto afferma il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, in un articolo pubblicato da “L’Osservatore Romano” (16-17 ottobre) nel quale commenta l’omelia che quarant’anni fa Paolo VI tenne durante la celebrazione eucaristica per la ricorrenza del suo ottantesimo compleanno. Per Semeraro, Montini colse “l’occasione per impostare una meditazione su Roma ‘centro di universale umanesimo’ come titolerà ‘L’Osservatore Romano’ del 17-18 ottobre”. Secondo il vescovo di Albano, si trattò di “un lascito testamentario ai romani”, articolato in tre momenti interiormente congiunti”. “Al principio – scrive – c’è la coscienza della propria ‘romanità’ in quanto vescovo di Roma”. “Montini – osserva Semeraro – la visse come una grazia fatta da Cristo alla sua persona, riassumendola con l’espressione paolina: ‘Egli mi ha amato e ha dato se stesso per me’”. Il secondo passaggio riguarda il fatto che “per Montini, Roma non è una geografia ma una patria spirituale”. Paolo VI citò una frase della Divina Commedia in cui Beatrice dice a Dante: “Sì, Roma ho amato, nel continuo assillo di meditarne e di comprenderne il trascendente certamente di penetrarlo e di viverlo, ma appassionato sempre, come ancora lo sono, di scoprire come e perché ‘Cristo è romano’”.
Il terzo aspetto è quello in cui “Montini parla ai romani, ma descrive al tempo stesso il profilo della sua personale romanità”. Paolo VI raccomanda “di approfondire con cordiale e inesauribile interesse, la vostra ‘coscienza romana’ che qui essa ha virtù d’infondere a chi sappia respirarne il senso d’universale umanesimo, non pure emanante dalla sua sopravvivenza classica, ma ancor più dalla sua spirituale vitalità cristiana e cattolica”. Semeraro in conclusione ricorda le parole dell’allora card. Ratzinger, testimone di quella celebrazione: “Non conoscevo o non mi ricordavo di queste parole di Dante”, raccontò in un’intervista rilasciata a Gianni Cardinale nel 2003. “Mi impressionarono molto. Con queste parole – rilevò Ratzinger – Paolo VI voleva esprimere il suo amore per Roma che è divenuta la città del Signore, il centro della sua Chiesa”.

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