Graziano Zoni: Lotti (Tavola della pace), “una vita condivisa con la gente di strada, si sentiva cittadino delle periferie del mondo”

“Se n’è andato camminando per strada, dopo una vita condivisa con la gente di strada: quelli che per strada sono finiti e sono stati costretti a restare. Non i poveri: lui li chiamava ‘gli impoveriti’. Ci ha lasciato, all’improvviso, dopo aver trascorso un altro giorno insieme a loro, nella comunità Emmaus”. Così Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, saluta – in una nota diffusa oggi – Graziano Zoni, già presidente di Mani Tese e di Emmaus Italia, morto sabato sera a Torino. “Mentre, facendomi spazio tra il dolore, cerco le parole per presentarlo a chi non ha avuto la grazia d’incontrarlo – scrive Lotti – mi scorrono davanti agli occhi inumiditi i ricordi degli oltre trent’anni che abbiamo passato assieme cercando la via della giustizia e della pace: giornate intere, non stop, spese all’insegna dell’impegno sociale e politico, della ‘collera d’amore’ che aveva imparato dall’Abbè Pierre e da dom Helder Camara, e della solidarietà più autentica con gli impoveriti del mondo, gli immiseriti, i depredati, gli offesi, gli abbandonati”. “I tantissimi che l’hanno conosciuto – prosegue – lo ricorderanno per l’umanità, la mitezza, la vicinanza, la coerenza, la fedeltà, l’onestà, la sobrietà, l’amore, la dedizione, la passione, la fede, la positività, la tenacia, il coraggio, la bontà che ha sempre distribuito a piene mani”. “Azione Cattolica, Mani Tese, Emmaus Italia, Tavola della pace sono state alcune delle organizzazioni in cui si è maggiormente impegnato. Dai quartieri di Firenze dove abitava, alle periferie del mondo di cui si sentiva pienamente cittadino”. “Grazie Graziano – conclude Lotti – per averci insegnato il senso della vita. Resterai per sempre nei nostri cuori”.

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