Filippine: card. Tagle (Manila), “dialogo con Duterte e corsi di formazione alle forze dell’ordine contro abusi”

Corsi rivolti alle forze dell’ordine per arginare gli abusi, programmi per la riabilitazione dei giovani tossicodipendenti, lezioni di violino ai ragazzi di strada per sottrarli alla criminalità, formazione nelle comunità di base. Così il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, racconta in un’intervista al Sir come ha scelto di contrastare, con il dialogo e proposte “proattive”, la “guerra alla droga” del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, che ha prodotto migliaia di vittime da metà 2016 ad oggi, in maggioranza esecuzioni extragiudiziali, torture e abusi commessi dalle forze dell’ordine. “Sono stato 9 anni in seminario sotto la dittatura di Marcos, per me non è una cosa nuova – dice -. Anche se è stato un periodo duro, ho imparato in seminario il movimento della non violenza attiva. È una difficile disciplina interiore ma con determinazione si riesce”.

“Personalmente mantengo aperta una linea di comunicazione con il presidente – afferma il cardinale Tagle, che è anche presidente di Caritas internationalis -. Se c’è la possibilità vado direttamente al dialogo. Un’altra via è proporre programmi concreti”. Nell’arcidiocesi di Manila, ad esempio, è in corso in una parrocchia un programma per la riabilitazione dei giovani tossicodipendenti, in collaborazione con la polizia e l’ufficio del sindaco,  “con attività di counseling per le famiglie e la Caritas che aiuta nella ricerca di posti di lavoro o borse di studio. Usiamo un approccio positivo e proattivo”.  La risposta del governo è stata sorprendente: “Due settimane fa ho ricevuto un messaggio da un segretario del presidente Duterte: ha detto di essere molto interessato al programma della Chiesa e vuole sapere come le parrocchie vanno avanti”, confida il card. Tagle. Che ha avuto l’intuizione di convocare i generali e i capi delle forze dell’ordine coinvolti nella “guerra alla droga” e organizzare una formazione continua rivolta a poliziotti e militari. “Sono già tre i gruppi che hanno concluso la formazione”, ciascuno “composto da 80/100 militari e poliziotti di ogni ordine e grado, musulmani, protestanti e cattolici”.  Inoltre, un mese fa alcuni compagni d’università dell’arcivescovo hanno regalato decine di violini ai ragazzi di strada, sottraendoli alla criminalità a suon di lezioni di musica:  “Il mio sogno è che durante la prima messa della novena di Natale, nella cattedrale di Manila, possa suonare l’orchestra di violini dei ragazzi di strada”.

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