Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Sud Sudan: padre Moschetti (comboniano), “le difficoltà del Paese sono costantemente presenti nel cuore del Papa”

“Si parla ancora troppo poco di cosa accade nei Paesi più poveri dell’Africa: il caso del Sud Sudan è lo specchio di come i media si interessino solo in presenza di stragi da centinaia di morti”. Lo ha detto padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, presentando questa mattina nella sede della Radio Vaticana il suo libro sul Sud Sudan “Il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità”. La testimonianza di Moschetti offre un resoconto dettagliato dell’impegno di tanti missionari nel Sud Sudan sconvolto dalla guerra. “Quando ho incontrato Papa Francesco, mi ha ripetuto più volte che intende recarsi in Sud Sudan, le cui difficoltà sono costantemente presenti nel suo cuore”, ha raccontato il sacerdote, il quale, dopo 11 anni trascorsi nelle baraccopoli keniane di Kibera e Korogocho, ha dato vita all’Associazione dei superiori religiosi del Sud Sudan, che raggruppa esponenti delle 43 Congregazioni cattoliche. Ma padre Moschetti è stato anche l’artefice della realizzazione del “Good Shepherd Peace Center”, nel villaggio di Kit, alle porte della capitale Juba. “Le Nazioni Unite hanno compiuto molti errori in Sud Sudan – ha spiegato Moschetti – ma in generale la comunità internazionale non riesce a penetrare fino in fondo in un Paese dove gli interessi verso il petrolio prevalgono su ogni decisione”. Malgrado l’indipendenza dal nord arabo e islamizzato, proclamata il 9 luglio 2011, a sette mesi esatti dal referendum plebiscitario in favore della secessione, il Sudan è ancora in guerra. A insanguinare il Paese, da un lato, le truppe leali al presidente Salva Kiir della tribù dinka, dall’altro quelle nuer, allineate con l’ex vicepresidente Riech Machar, sollevato forzosamente a pochi mesi dall’insediamento.

© Riproduzione Riservata
Mondo