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Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. California, si aggrava il bilancio degli incendi. Italia, la Camera ha approvato il “Rosatellum bis”

(Foto: AFP/SIR)

Stati Uniti: si aggrava il bilancio degli incendi in California. 31 morti, 400 dispersi e 25mila persone evacuate

È salito a 31 il numero dei morti a causa degli incendi che stanno devastando la California del Nord mentre sono ancora 400 le persone disperse. Si tratta del bilancio di vittime più grave nella storia degli incendi in California. Sono ben 8mila i pompieri al lavoro per cercare di domare i roghi, 17 quelli tuttora in corso – che ormai hanno interessato un’area complessiva di 700 chilometri quadrati. L’evacuazione di massa messa in atto in California ha ormai coinvolto 25mila persone mentre sono oltre 3500 le abitazioni e le strutture commerciali distrutte. Nella Bay Area di San Francisco, le autorità locali hanno deciso per oggi la chiusura delle scuole a causa della qualità dell’aria che ha raggiunto livelli di guardia.

Italia: approvata alla Camera la nuova legge elettorale. Ora il “Rosatellum bis” va al Senato

Con 375 voti favorevoli e 215 contrari, la Camera dei deputati ha approvato ieri sera, alle 21.15, la nuova legge elettorale. Dopo il via libera alla fiducia sui primi tre articoli, il “Rosatellum bis” ha passato così anche l’ostacolo del voto segreto finale nonostante siano stati oltre 60 i franchi tiratori: le forze politiche favorevoli alla nuova legge, infatti, potevano contare sui voti di 441 deputati. La riforma elettorale passa ora alla discussione del Senato della Repubblica. Dopo l’esame della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, la legge potrebbe essere in aula già tra una decina di giorni.

Spagna: ieri festa nazionale con l’ombra della Catalogna. Scontri a Barcellona

L’ombra della minaccia indipendentista della Catalogna ha segnato ieri le celebrazioni della festa nazionale spagnola. Alla tradizionale parata militare di Madrid, erano presenti il re Felipe VI, il premier Mariano Rajoy, i rappresentanti del governo centrale e di tutte le regioni, tranne quelli di Catalogna e Paesi Baschi. Nelle stesse ore, a Barcellona, oltre 60mila “unionisti” sono scesi in piazza contro la secessione e a difesa dell’unità nazionale. Non sono mancati momenti di tensione. In tutta la regione molti Comuni e tantissimi esercizi commerciali sono rimasti aperti per manifestare contrarietà alla festa nazionale spagnola della “Hispanidad”, ritenuta un’imposizione di Madrid. Entro lunedì mattina il presidente catalano Puigdemont dovrà chiarire se ha effettivamente dichiarato o meno l’indipendenza e avrà tempo fino a giovedì per cambiare idea prima che Rajoy chieda al Senato di applicare l’articolo 155 della Costituzione che prevede il commissariamento della Catalogna.

Europa: l’uragano Ophelia minaccia il Vecchio Continente. Probabile arrivo su Irlanda e Gran Bretagna tra domenica e lunedì

Attualmente localizzato a Sud delle isole Azzorre, l’uragano tropicale Ophelia minaccia l’Europa anche se la sua è una traiettoria ancora incerta. La decima tempesta tropicale di stagione nei Caraibi si è rafforzata fino a diventare un uragano classificato di categoria 2 con venti a 135 chilometri orari. A trent’anni dalla tempesta “Great Storm” – che tra il 15 e 16 ottobre 1987 devastò l’Inghilterra meridionale, oltre a scagliarsi su Francia, Belgio e Norvegia – Ophelia dovrebbe passare domenica al largo di Portogallo e Galizia per dirigersi verso l’Irlanda e Inghilterra dove dovrebbe manifestarsi lunedì con intense precipitazioni, forti raffiche di vento, mareggiate e inondazioni delle aree costiere. Forse Galles e Scozia dovrebbero essere interessate prima che Ophelia concluda la sua corsa verso le coste norvegesi a metà della prossima settimana. Essendo di bassa intensità non sono previsti danni molto ingenti.

Medio Oriente: accordo tra Hamas e Al-Fatah per riconciliazione palestinese

È sempre più vicina la riconciliazione palestinese. Il movimento islamista Hamas e Al-Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, hanno trovato l’intesa nel corso degli incontri al Cairo. L’accordo è arrivato dopo 2 giorni di negoziati, svoltisi con la mediazione dell’Egitto. Al-Fatah e Hamas hanno combattuto una guerra civile a Gaza nel 2007, che ha consentito al movimento legato ai Fratelli musulmani di prendere il controllo della Striscia per dieci anni. L’intesa prevede un governo congiunto di tutti i Territori e il ritorno dei funzionari dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) a Gaza. E se centinaia di palestinesi sono scesi in piazza festanti a Gaza city e Ramallah, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha subito chiarito che non tratterà con un governo di unità palestinese che non riconosca Israele, non sciolga l’ala militare di Hamas e non tagli i legami con l’Iran.

Cultura: Usa e Israele annunciano il ritiro dall’Unesco

Gli Stati Uniti hanno annunciato ieri il loro ritiro dall’Unesco, organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura che promuove il patrimonio culturale mondiale. Sotto accusa, per Washington, alcune prese di posizione definite “antiisraeliane”, come quella di aggiungere alla lista dei siti Unesco protetti la città vecchia di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Contestualmente, il premier israeliano Benyamin Netanyhau ha dato mandato di “preparare l’uscita di Israele dall’Unesco in parallelo con gli Usa”. La decisione degli Stati Uniti – che continuerà ad annoverare 23 siti patrimonio dell’umanità – entrerà in vigore il 31 dicembre 2018: da quel momento diventeranno un osservatore permanente. “Mi rammarico profondamente per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Unesco”, ha affermato in un comunicato la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova. Già dal 2011, quando la Palestina divenne membro dell’organizzazione dell’Onu, gli Usa hanno cessato di finanziare l’Unesco.

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