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Gioco d’azzardo: D’Urso e Simeone, lettera aperta a Lino Banfi, “vittima di una manipolazione pubblicitaria”. “Sia di esempio ad altri personaggi che speculano sul dolore”

Il presidente della Consulta nazionale Antiusura, Mons. Alberto D’Urso, e il Coordinatore del Cartello “Insieme contro l’Azzardo”, Attilio Simeone, esprimono “solidarietà” a “Lino Banfi che nei giorni scorsi, vittima di una manipolazione pubblicitaria, ha visto la sua immagine associata a una campagna di comunicazione a favore dell’azzardo”. In una lettera aperta all’attore, D’Urso e Simeone sottolineano che “il mondo dei mass media è alterato e sottomesso al sistema del marketing e della pubblicità, in cui i lettori sono considerati consumatori e non persone con una dignità. L’obiettivo è fare colpo ad ogni costo. Disposto a tutto pur di conquistare fette di mercato. Il sorpruso, la violenza, la manipolazione della realtà sono alcune delle tecniche del marketing. Catturano più lettori o telespettatori sull’onda di una comunicazione sensazionalistica. Un tritacarne mediatico in cui ci passa di tutto pur di arrivare alla pancia del pubblico. E questa volta nel tritacarne ci è finito lei caro Lino Banfi, per i nipoti d’Italia ‘Nonno Libero'”.
“La nostra società della comunicazione – prosegue la lettera aperta – ha bisogno di tornare a riflettere sull’etica che significa andare oltre la correttezza deontologica. Comporta interrogare la propria coscienza in quanto persone e non soggetti al servizio delle regole del mercato”. Di qui l’appello: “La società della comunicazione deve smettere i panni del venditore e deve tornare a generare verità e relazioni tra le persone. Per esempio il sistema mass mediale per quanto riguarda l’usura riesce solo in modo sensazionalistico a sbattere in prima pagina gli usurai-carnefici arrestati, che subiscono il sequestro dei beni, ma non va oltre. I giornalisti non si interrogano sulle cause dell’usura, le dinamiche delle relazioni umane tra l’ usurato e il coniuge o il figlio o il genitore. Cosa c’è nell’animo di una vittima di usura. Per quanto riguarda l’azzardo, stesso discorso, spingono in prima pagina i pochi vincitori milionari, ma tacciono sui milioni di persone che si suicidano a causa dei debiti di gioco”. La lettera si conclude con un attestato di stima a Banfi “per aver preso subito le distanze dal mondo dell’azzardo” e l'”auspicio è che sia da esempio per tanti personaggi del mondo dello spettacolo che ne hanno fatto una ragione di guadagno facile speculando sul dolore e la disperazione delle persone più povere e indifese”.

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