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Famiglia Vincenziana: mons. Depalma, “in prima linea nella comprensione e nell’accoglienza del fenomeno migratorio”

“La frontiera dell’immigrazione trova noi vincenziani in prima linea nella comprensione e nell’accoglienza di un fenomeno le cui dimensioni sono crescenti”. Lo ha detto questa mattina mons. Beniamino Depalma, arcivescovo emerito di Nola, durante il suo intervento su “Immigrazione: restituire un posto all’altro”, in occasione del Simposio per i 400 anni della Famiglia vincenziana in corso a Roma. Il presule ha indicato la sfida da affrontare: “Per noi non si tratta solo di esprimere la logica del Vangelo sull’accoglienza: siamo chiamati anche ad attualizzare il carisma del nostro fondatore, che in queste ‘periferie esistenziali’ aveva già messo piede al suo tempo”. Un impegno che “non si caratterizza in una analisi sociologica sulla migrazione” ma che porti a “garantire la sicurezza delle persone prima che la sicurezza culturale e sociale delle nazioni”. Da qui nasce “l’urgenza di accogliere le persone”. Eppure “ci troviamo con una classe dirigente nazionale, europea e globale impreparata, culturalmente discutibile e soprattutto spaventata dal crollo del consenso – ha affermato l’arcivescovo -. Le ragioni dei governanti si sono mischiate alle paure razionali e irrazionali del popolo, creando quella miscela esplosiva di populismo, demagogia e razzismo che anima oggi il dibattito nei parlamenti, nelle piazze reali e in quelle virtuali”. Il presule ha ricordato, però, che “Vangelo e buon senso hanno voce nel Papa, che predica misericordia e accoglienza ma non dimentica mai di dire ai governanti che i processi vanno gestiti e che tale ondata non può essere scaricata incoscientemente sui cittadini e sulle comunità”.

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