Brasile: card. Re ad Aparecida, “in questo santuario mariano si sente pulsare il cuore cattolico del Paese”

È stata celebrata ieri ad Aparecida (Brasile) la Messa solenne che ha concluso le celebrazioni per i trecento anni del ritrovamento dell’immagine di Nostra Signora di Aparecida, venerata in tutto il Brasile e in tutta l’America Latina. A presiedere l’eucaristia è stato il card. Giovanni Battista Re, inviato di Papa Francesco. “Nel profondo di ciascuno di noi – ha detto il cardinale all’inizio dell’omelia – vibra la memoria di un giorno, lontano nel tempo 300 anni, nel quale tre pescatori, lanciando la rete per raccogliere i pesci nelle acque del fiume Paraíba, trovarono un’immagine della Madonna senza testa e, più tardi, trovarono anche la testa”.
Papa Francesco, ha confidato l’inviato del Santo Padre prima di ripercorrere brevemente la storia della statua, della sua devozione e del successivo grande santuario, “conserva nel cuore un grande ricordo di questo santuario: egli è spiritualmente qui con noi col pensiero, col cuore, con la sua preghiera e con la sua benedizione”. A nome di Papa Francesco il card. Re ha salutato le famiglie brasiliane, “invocando per tutti la protezione della Madonna”.
“In questo santuario mariano, si sente pulsare il cuore cattolico del Brasile – ha aggiunto -. L’amore e la devozione alla Vergine Maria fanno parte della cultura latino-americana e sono caratteristici del popolo brasiliano. È una devozione profondamente radicata nelle anime, tramandata di generazione in generazione, come una fiamma che arde sempre nei cuori della gente”. “In questa nostra epoca dell’elettronica e dei computer, delle conquiste spaziali e dei satelliti, nel momento in cui la scienza e la tecnica hanno raggiunto traguardi sempre più elevati il mondo rischia di diventare meno umano”, ha ammonito il porporato. Proprio in questo momento, “il popolo cristiano sente il bisogno di un rinnovato fervore mariano per un recupero dei valori che contano, per un avvenire più giusto, più umano e più cristiano. Senza i valori morali e spirituali il futuro del Brasile non sarà migliore”.

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