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Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Spagna, per Rajoy “non c’è mediazione tra legge e illegalità”. Liberia e Kenya, democrazie in bilico

Spagna: Rajoy al Congresso, 5 giorni di tempo a Puigdemont per chiarire se l’indipendenza è stata dichiarata o meno

“Non può esserci mediazione fra la legge democratica e l’illegalità”: il premier spagnolo Mariano Rajoy ha tenuto ieri un discorso davanti al Congresso spagnolo sulla crisi catalana. “Lo scorso 1° ottobre il governo della Generalitat ha voluto organizzare un referendum illegale. Non è stata un’azione innocente né spontanea né democratica. È stato – per Rajoy – l’ultimo atto di una strategia politica finalizzata a imporre all’insieme della società catalana e a tutti gli spagnoli un’indipendenza che vogliono in pochi e non conviene a nessuno”. Il premier ha quindi dato cinque giorni di tempo al presidente catalano Carles Puigdemont per chiarire se l’indipendenza è stata effettivamente dichiarata e, se così fosse, fino a giovedì per annullare la dichiarazione, prima che il Madrid assuma il controllo delle istituzioni regionali, applicando l’articolo 155 della Costituzione. Rajoy ha dunque restituito l’iniziativa a Puigdemont, riconquistando il sostegno di ampia parte del parlamento di Madrid e della parte unionista della società catalana. Le piazze catalane restano invece mobilitate a favore della secessione.

Italia: fiducia sulla legge elettorale. Oggi a Montecitorio prosegue l’analisi del Rosatellum. Oppositori in piazza

I primi due articoli della nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, hanno ottenuto ieri la fiducia della Camera. Oggi dibattito e voti continuano a Montecitorio. Ieri è passato l’articolo 1 del Rosatellum; la fiducia, posta dal governo, ha ottenuto 307 sì, 90 contrari e 9 astenuti. Risultato simili per l’articolo 2: 308 sì, 81 i contrari, 8 astenuti. Al Pantheon si teneva, in contemporanea, una manifestazione della sinistra; in piazza Montecitorio manifestava invece il Movimento Cinque Stelle. Il ricorso alla fiducia è contestato dalle opposizioni e da alcuni esponenti del centrodestra e del centrosinistra.

Siria: attentato a Damasco, Isis rivendica. Due kamikaze si erano fatti esplodere all’interno di un commissariato

Il gruppo jihadista Stato Islamico ha rivendicato il triplo attentato che ha colpito un commissariato di polizia nella capitale siriana Damasco facendo almeno due vittime. L’attentato è stato messo a punto da due kamikaze che si sono fatti esplodere all’interno della struttura; un terzo assalitore ha azionato la cintura esplosiva di fronte al quartier generale. “Si tratta – spiega un servizio di Euronews – del secondo attentato di questo tipo in meno di 15 giorni che abbia colpito il cuore del regime siriano”. Il 2 ottobre scorso un attacco simile aveva causato la morte di 17 persone nel quartiere di Midane. Intanto le forze della coalizione anti-Isis appoggiata dagli Stati Uniti sono entrate nella fase finale della riconquista della città di Raqqa, per anni autoproclamata capitale dell’Isis. Le Forze democratiche siriane, alleanza tra combattenti curdi e forze arabe appoggiata dagli Stati Uniti, starebbero conducendo una trattativa per l’evacuazione dei civili ancora bloccati dai combattimenti nella città.

Migrazioni: Consiglio d’Europa chiede chiarimenti all’Italia su accordo con la Libia e Codice di condotta per le Ong

Il Consiglio d’Europa ha inviato una missiva al governo italiano chiedendo chiarimenti sul suo accordo con la Libia. In una lettera del commissario dei Diritti umani, Nils Muiznieks, al ministro degli Interni Marco Minniti si legge: “Le sarei grato se potesse chiarire che tipo di sostegno operativo il suo governo prevede di fornire alle autorità libiche nelle loro acque territoriali, e quali salvaguardie l’Italia ha messo in atto per garantire che le persone” salvate o intercettate non rischino “trattamenti e pene inumane, e la tortura”. Nella lettera, datata 28 settembre di chiede “quali salvaguardie l’Italia ha messo in atto per garantire che le persone eventualmente intercettate o salvate da navi italiane in acque libiche, non siano esposte al rischio di essere vittime di trattamenti e pene inumane e degradanti e alla tortura”. Nel documento si chiedono anche informazioni sul nuovo Codice di condotta per le ong coinvolte in operazioni di salvataggio in mare. La risposta non è ancora pervenuta a Strasburgo.

Liberia e Kenya: elezioni contestate e instabilità politica. Democrazia a rischio nei due Paesi africani

Le elezioni presidenziali che si sono tenute martedì scorso in Liberia sarebbero state viziate da diverse irregolarità nel voto. “Ad affermarlo – riferisce l’Ansa – sono gli esponenti di uno dei principali partiti del Paese, il Liberty Party, il cui candidato Charles Brumskine è considerato tra i favoriti alla successione di Ellen Johnson Sirleaf”. Il partito ha chiesto di rimandare il primo annuncio sui risultati del voto, previsto per giovedì, ed è pronto ad avviare un’azione legale se l’agenzia indipendente che supervisiona il processo elettorale non accoglierà la richiesta. “Il partito è profondamente turbato dalla scoperta di diverse irregolarità durante le elezioni”, ha dichiarato il presidente del Liberty Party Benjamin Sanvee, senza però fornire ulteriori dettagli sui presunti brogli.
Intanto John Mahama, presidente della missione Ecowas che ha monitorato le elezioni, ha lodato le “istituzioni liberiane per la trasparenza del processo elettorale. Anche in Kenya permangono problemi elettorali. L’opposizione torna a manifestare nel Paese dopo il ritiro del suo leader Raila Odinga dalle elezioni presidenziali del prossimo 26 ottobre. La convocazione di nuove elezioni era stata determinata in seguito all’annullamento per vizi procedurali della rielezione di Uhuru Kenyatta, lo scorso 8 agosto.

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