Santa Sede-Giappone: mons. Gallagher (Santa Sede), “promuovere pace e disarmo contro ogni tentazione di cedere il passo alla logica delle armi e della guerra”

“Il Santo Padre Francesco, profondo ammiratore della millenaria saggezza giapponese e figlio di Sant’Ignazio, nutre speciale considerazione per la missione pastorale della Chiesa in Giappone e in tutta l’Asia”. Con queste parole mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, ha portato i saluti del Papa al Simposio commemorativo del 75° anniversario dei rapporti diplomatici tra la Santa Sede e il Giappone – in corso alla Pontificia Università Gregoriana –  rinnovando “l’impegno della sede apostolica ad accompagnare con particolare attenzione il cammino della Chiesa giapponese”. “Ne è un segno concreto anche il recente viaggio compiuto nel Paese dal cardinal Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli”, ha sottolineato Gallagher, ricordando che “la Santa Sede desidera continuare a collaborare con le autorità nipponiche per la promozione di un’autentica cultura di pace, anche nei delicati e complessi frangenti dell’attuale situazione internazionale”. Gallagher ha ribadito, inoltre, “l’urgenza di promuovere oggi la pace e il disarmo, contro ogni tentazione di cedere il passo alla logica delle armi e della guerra”. “L’immenso tributo di dolore, di sofferenza e di morte che il Giappone ha dovuto sperimentare nel corso della seconda guerra mondiale, specialmente ad Hiroshima e a Nagasaki, serva costantemente di monito per tutta l’umanità”, l’auspicio dell’esponente vaticano, che ricordando la sua recente visita ad Hiroshima per sostare in preghiera al “Peace Memorial” ha citato ancora una volta le parole pronunciate nello stesso luogo da San Giovanni Paolo II, nel corso della storica visita in Giappone del 1981, assumendole come “invito profetico” anche a nome della Santa Sede: “Ai capi di Stato e di Governo, a coloro che detengono il potere politico ed economico, io dico: impegniamoci per la pace nella giustizia; prendiamo una solenne decisione, ora, che la guerra non venga mai più tollerata e vista come mezzo per risolvere le divergenze; promettiamo ai nostri simili che ci adopreremo infaticabilmente per il disarmo e l’abolizione di tutte le armi nucleari, sostituiamo alla violenza e all’odio la fiducia e l’interessamento”.

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