Papa Francesco: messaggio al card. Sandri, “aiutare i nostri fratelli e sorelle orientali davanti alle tremende sfide che si trovano ad affrontare”

“I tempi in cui viviamo e le sfide che la guerra e l’odio portano alle radici stesse della pacifica convivenza nelle martoriate terre d’Oriente, vedono l’Istituto ancora una volta, proprio come cento anni fa, al centro di un crocevia provvidenziale”. Lo scrive il Papa, nel Messaggio per i 100 anni del Pontificio Istituto Orientale e della Congregazione per le Chiese orientali. “Mantenendo intatta l’attenzione e l’applicazione alla ricerca tradizionale, invito tutti a offrire a quelle Chiese e all’intera comunità ecclesiale la capacità di ascolto della vita e di riflessione teologica per aiutare a sostenerne l’esistenza e il cammino”, la missione affidata da Francesco per il futuro. “Molti degli studenti e dei professori avvertono questo momento importante della storia”, ha proseguito Francesco riferendosi alla tragica attualità. “Codesto Istituto, grazie alla ricerca, all’insegnamento e alla testimonianza, ha il compito di aiutare questi nostri fratelli e sorelle a rafforzare e consolidare la propria fede davanti alle tremende sfide che si trovano ad affrontare”, l’invito del Papa: “È chiamato ad essere il luogo propizio per favorire la formazione di uomini e donne, seminaristi, sacerdoti e laici, in grado di rendere ragione della speranza che li anima e li sostiene e capace di collaborare con la missione riconciliatrice di Cristo”. “Se ai suoi inizi fu avvertita una certa conflittualità tra studio e pastorale, oggi dobbiamo riconoscere che tale antinomia non esiste”, ha affermato Francesco, secondo il quale “non si tratta di dire ‘aut…aut’, bensì ‘et…et'”. Di qui l’invito ai docenti “a porre al primo posto dei loro impegni la ricerca scientifica, sull’esempio dei predecessori che si sono distinti nella produzione di contributi prestigiosi, di monografie erudite, di accurate edizioni delle fonti liturgiche, spirituali, archeologiche e canoniche, persino di audaci opere collettive, quali la pubblicazione degli Atti del Concilium Florentinum e l’edizione critica delle Anaphorae Syriacae”. Senza contare il contributo che i docenti dell’Istituto hanno apportato prima alla redazione dei Documenti conciliari Orientalium Ecclesiarum e Unitatis redintegratio (1964), e successivamente alla preparazione del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium (1990).

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