Papa Francesco: messaggio al card. Sandri, 100 anni di “speciale attenzione” alle Chiese orientali

“Pur in mezzo al burrascoso primo conflitto mondiale”, Benedetto XV “seppe riservare alle Chiese d’Oriente una speciale attenzione”. Lo ricorda il Papa, nel messaggio consegnato al cardinale Leonardo Sandri, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Orientale, nella ricorrenza del centenario della fondazione del Pontificio Istituto Orientale e della Congregazione per le Chiese Orientali. “Anticipando di quasi mezzo secolo il Decreto Conciliare Orientalium Ecclesiarum, il mio venerato Predecessore volle attirare l’attenzione sulla straordinaria ricchezza delle Chiese orientali fondando, proprio qui a Roma il 15 ottobre 1917, il Pontificio Istituto Orientale”, ha esordito Francesco, ricordando che Benedetto XV “si richiamò a quell’apertura all’Oriente iniziata nel Congresso eucaristico di Gerusalemme del 1893, con l’auspicio di creare un centro di studi, che avrebbe dovuto essere una idonea sede di studi superiori sulle questioni orientali, destinata a formare anche i sacerdoti Latini che vorranno esercitare il sacro ministero presso gli Orientali”. “Dall’inizio si voleva che questo centro di studi fosse aperto anche agli Orientali, sia uniti, sia ai cosiddetti ortodossi”, ha fatto notare il Papa, sottolineando che Benedetto XV aveva collocato la nuova istituzione “in un orizzonte che possiamo dire oggi eminentemente ecumenico”. “Per risolvere i problemi iniziali dell’Istituto, Pio XI, accogliendo il suggerimento del primo preside, il beato Ildefonso Schuster, nel 1922 decise di affidarlo alla Compagnia di Gesù, e successivamente assegnò all’Istituto, presso la Basilica di S. Maria Maggiore, una sede propria, che aprì i battenti il 14 novembre 1926”, ha proseguito Francesco, precisando che “nel 1928, con l’Enciclica Rerum Orientalium sulla promozione degli studi orientali, il Papa invitava caldamente i vescovi a inviare studenti all’Istituto Orientale, così da garantire in ogni seminario la presenza di un docente in grado di trasmettere almeno alcuni elementi degli studi orientali”. Con il Motu Proprio Quod maxime, inoltre, “venivano consociati all’Università Gregoriana gli Istituti Biblico e Orientale”. L’anno seguente, Pio XI procedeva alla fondazione, accanto all’Istituto Orientale, del Collegio Russicum, la cui direzione affidava parimenti alla Compagnia di Gesù: “Da allora, la novità maggiore è stata, nel 1971, la fondazione della Facoltà di Diritto Canonico Orientale, fino ad oggi l’unica esistente – ha rilevato Francesco – accanto a quella che si identificava con l’Istituto e che, da quel momento, prese a designarsi come Facoltà di Scienze Ecclesiastiche Orientali, articolata in tre sezioni: teologico-patristica, liturgica e storica”. Altra importante novità il trasferimento, nel 1993, del titolo di Gran Cancelliere dell’Istituto Orientale dal Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica al Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. In tal modo, ferma restando la competenza propriamente accademica sull’Istituto esercitata dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, le due istituzioni “orientali”, nate nello stesso anno, erano chiamate a “promuovere una più stretta collaborazione e unità d’intenti” nel servizio dell’Oriente cristiano.

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