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Etica: mons. Galantino a Confindustria Caserta, “fa bene a impresa se spinge a scelte orientate al bene comune”. Su questo “si misura nostra responsabilità”

L’etica “è la propensione e quindi l’impegno concreto a far bene il bene, in modo che a beneficiarne siano davvero tutti, soprattutto quanti non godono di vantaggi. Da questo punto di vista, non c’è etica correttamente intesa e organizzata che non abbia come fine principale il ‘bene comune'”. Esordisce così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, portando questa mattina il suo saluto, nella Cappella Palatina della Reggia, all’assemblea di Confindustria Caserta. “L’etica fa bene all’impresa” il titolo delle sue considerazioni. “Agire eticamente – spiega Galantino – non significa solo fare ciò che si deve fare, ma vuol dire farlo al meglio, cioè farlo bene. Per cui, l’etica che fa bene all’impresa è quella che spinge a fare scelte orientate al bene comune, che è anche il bene dell’impresa. È su questo modo di intendere l’etica – fare scelte e porre gesti orientati al ‘bene comune’ – che si misura la responsabilità di ognuno di noi, in quanto cristiani, cittadini e imprenditori”. Nel ricordare i dati resi noti un anno fa da Forbes: i 62 individui più ricchi al mondo posseggono la stessa ricchezza di 3 miliardi e mezzo di poveri, e le enormi sacche di povertà, sofferenza ed emarginazione presenti anche in Italia e in Europa, il segretario Cei osserva che “la tendenza va verso l’accentuarsi di questa enorme disuguaglianza”. Di qui l’importanza di un’etica che spinga a “sentirsi interpellati” e il richiamo alle indicazioni di Giovanni Paolo II nella “Sollicitudo rei socialis” da applicarsi anche al mondo dell’impresa.

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