Corruzione: Istat, “raccomandazione” usata dal 60% degli occupati per trovare lavoro, ma anche per licenze, concessioni, benefici assistenziali

Il sistema delle raccomandazioni è così ampio, in Italia e non solo, da essere spesso considerato una pratica quasi normale. Lo afferma l’Istat nel report “La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie”, diffuso oggi. In ambito lavorativo nel nostro Paese il canale di intermediazione più utilizzato e anche il più efficace per la ricerca di lavoro è quello informale in ambito familiare e amicale: lo ha utilizzato circa il 60% degli attuali occupati; per oltre il 33% ha rappresentato anche il canale d’ingresso nell’attuale lavoro. L’uso di intermediazioni, di segnalazioni o di vere e proprie raccomandazioni non si limita alla ricerca di lavoro ma può coinvolgere diversi ambiti in cui i cittadini avvertono la necessità, o più semplicemente, cercano scorciatoie per aggirare gli ostacoli, ad esempio per ottenere l’accesso a prestigiose scuole o università, a corsi di dottorato o di specializzazione, per farsi assegnare alloggi o benefici assistenziali, per farsi cancellare multe o altre sanzioni. Si stima che quasi 12 milioni di italiani (25,4% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni) conosce personalmente qualcuno che è stato raccomandato: per ottenere un posto di lavoro (21,5%), una licenza, un permesso o una concessione (7,5%), farsi cancellare multe o sanzioni (7,5%), ottenere benefici assistenziali (6,8%), per l’ammissione o la promozione a scuole e università (4,9%) o per essere favorito in cause giudiziarie (1,9%) (Prospetto 12). Il fenomeno è più marcato in Puglia (34,3%), Basilicata (31,8%), Sardegna (30,5%), Lazio (29,9%), Umbria (26,3%) e Abruzzo (25,7%).
L’8,3% degli italiani (10,5% degli uomini e 6,1% delle donne) ha ricevuto personalmente la richiesta di raccomandazioni, favori o di fare da intermediario con altri.

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