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Colombia: mons. Urbina (presidente Cec) apre il congresso della riconciliazione, accogliere “novità liberatrice del perdono”

L’attuale sfida per la società colombiana è accogliere “la novità liberatrice del perdono e della riconciliazione”, partendo da “un lavoro serio con le vittime del conflitto”. Lo ha detto ieri, aprendo a Bogotá il settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente della Conferenza episcopale (Cec) e arcivescovo di Villavicencio. “Non possiamo rimanere prigionieri del passato, il perdono ci aiuta a purificare la memoria, non si tratta di rimuovere il passato, ma di rileggerlo con occhi nuovi”, ha insistito mons. Urbina, che ha poi aggiunto: “È urgente promuovere la verità come forza che porta alla pace e compagna inseparabile della giustizia, e promuovere la misericordia, che si esprime nel perdono, nella riconciliazione, che ci fa camminare nella costruzione di consenso attorno ad un progetto comune di Paese”.
Il presidente della Cec ha poi parlato dell’urgenza e della necessità di alcuni cambiamenti strutturali nella società colombiana: “Questo processo deve proseguire contemporaneamente dal centro fino alle periferie e dalle periferie fino al centro. L’impegno dei leader nazionali in campo politico, economico, educativo e sociale deve andare verso la riconciliazione, avendo come orizzonte il bene di tutti. Arrivare ad una Colombia rinnovata dipende dalla maniera nella quale riusciremo ad articolare tutti i livelli della società per provocare quei cambiamenti che aiutino a superare la violenza che abbiamo vissuto”. Mons. Urbina ha concluso che la Colombia sta vivendo “un momento chiave” in questa fase di riconciliazione, nel quale viene chiesto di “superare le divisioni” e la stigmatizzazione di quanti operano per la pace e la difesa della dignità umana.
Il Congresso, al quale partecipano più di 500 persone, si concluderà domani, venerdì 13 ottobre.

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