Colombia: Carrillo (procuratore generale) a congresso di riconciliazione, “la pace è lontana senza giustizia e dialogo sociale”

Nel corso della prima giornata del settimo congresso nazionale di riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana attraverso il segretariato sociale di pastorale sociale e in corso a Bogotá fino a domani, è intervenuto tra gli altri il procuratore generale della nazione, Fernando Carrillo, che ha rivolto un appello alla giustizia e al dialogo sociale, per superare la stigmatizzazione di coloro che difendono i diritti umani, reclamano la verità, la riparazione, l’accesso alla salute, all’educazione e alla terra. In Colombia “le cifre della disuguaglianza sono scandalose – ha detto -. La mancanza di solidarietà e la marginalità continuano ad essere segni che marcano il destino di milioni di colombiani, senza giustizia sociale la pace è un’affermazione lontana. Questo congresso è un invito della Chiesa ad avviare la riconciliazione con fede profonda, ma anche con realismo politico”. Carrillo ha invitato tutta la società a mettere da parte l’attuale polarizzazione politica: “I valori della democrazia e la riconciliazione non possono entrare in gioco”, mentre “otto milioni di vittime reclamano una nuova realtà che permetta di sanare le ferite”. La pace, ha concluso, “non si costruisce dalle scrivanie, ma dai territori”.

In una successiva tavola rotonda, mons. Juan Carlos Cárdenas Toro, vescovo ausiliare di Cali e presidente del Centro di evangelizzazione del sociale della Chiesa colombiana, Higinio Obispo, segretario generale dell’Organizzazione indigena della Colombia, e Roberto Vidal, magistrato del Tribunale di giustizia speciale, hanno parlato di spiritualità della non violenza e della cultura dell’incontro, sottolineando l’importanza dell’educazione per la pace e per la ricostruzione del tessuto sociale.
La giornata si è conclusa con la messa presieduta dal cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam. Nell’omelia il porporato, prendendo spunto dal Padre Nostro, ha invitato a considerare la preghiera come lo strumento principale per consentire un’autentica e reale riconciliazione, ed ha concluso: “Dobbiamo pregare per la riconciliazione, per costruire la pace e perché non ci sia un solo colombiano che non voglia la riconciliazione”.

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