Ue: Lambertz (CdR), “città e regioni sono l’Europa”. I fallimenti di Brexit e Catalogna. Garantire la coesione

(Bruxelles) “Rivendicare la propria identità europea, nazionale, regionale o locale non implica rinunciare all’una o all’altra. Al contrario. Le nostre identità devono dialogare pacificamente ed essere sempre in un atteggiamento di apertura e non di ripiego. Così si rafforzano reciprocamente”. Sono parole di Karl-Heinz Lambertz, presidente del Comitato europeo delle Regioni (CdR), nel primo “Stato dell’Ue dal punto di vista delle regioni e delle città” alla plenaria in corso a Bruxelles. È imprescindibile il contributo all’Ue da parte dell’“Europa dai territori ed enti locali in cui vivono i 510 milioni di abitanti dell’Ue”, dove si vivono le grandi “diversità culturali, storiche, ambientali ed economiche”, le cooperazioni e collaborazioni, dove nasce l’innovazione, si “realizzano i progetti di vita”, si traduce in realtà “la maggior parte della legislazione europea” e molto altro ancora. “Le città e le regioni sono l’Europa”, ha insistito Lambertz e la loro voce deve “poter pienamente influenzare il livello europeo”. La crisi dei migranti, Brexit e la Catalogna sono esempi di “fallimenti dell’Europa”, cui rimediare seguendo due principi-guida: prendere le giuste decisioni al giusto livello di potere e dialogare con gli europei. Tra le richieste avanzate da Lambertz: garantire che la politica di coesione dell’Ue resti forte anche in futuro con “risorse corrispondenti almeno a un terzo del budget Ue” e “liberare la capacità di investimenti pubblici a livello locale e regionale”.

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