Terrorismo: mons. Auza (Santa Sede), “ingiustificabile e inaccettabile”. Servono “cooperazione e solidarietà internazionale”

(da New York) “Il terrorismo è ingiustificabile e inaccettabile. Lottare contro richiede la cooperazione e la solidarietà internazionale”. Lo ha dichiarato Bernardito Auza, nunzio e osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, durante la 66ma sessione dell’assemblea generale, in una delle commissioni dedicate alle misure per eliminare il terrorismo internazionale.
Nell’intervento pronunciato lo scorso 4 ottobre, l’arcivescovo ha richiamato i quattro pilastri su cui si fondano le Nazioni Unite e per ciascuno ha indicato una strategia di attuazione. Il primo pilastro, quello della pace e la sicurezza globali dichiara l’impegno ad adottare politiche e strategie multilaterali che hanno a base una negoziazione efficace . “La Santa Sede plaude – ha ribadito il nunzio – alla decisione dell’assemblea generale di istituire un gruppo di lavoro che possa favorire misure più coese a livello internazionale sia per stabilire una convenzione globale sul terrorismo sia per prendere in considerazione la convocazione di una conferenza sotto l’egida delle Nazioni Unite”. Questa coesione internazionale impedirebbe ai terroristi l’accesso ad internet, canale privilegiato per nuovi reclutamenti e per coordinare gli attacchi.
Gli altri due pilastri Onu sotto attacco sono i diritti umani e lo stato di diritto. L’attacco ai più vulnerabili perpetuato dai terroristi induce ad azioni e misure che in nome della sicurezza “sacrificano il diritto internazionale e il rispetto dei diritti umani fondamentali, rischiando di corrodere i valori che cerchiamo di proteggere, alienando grandi parti della popolazione mondiale e diminuendo la forza morale di una tale strategia”, soprattutto se possono sembrare “manifestazioni di superiorità e atti deliberati di provocazione”.
L’ultimo pilastro citato da monsignor Auza è quello dello sviluppo, che di fatto affronta le questioni di fondo che causano il terrorismo. “Il buon governo, l’integrazione sociale delle popolazioni emarginate, l’integrazione scolastica, le politiche che affrontino l’ingiustizia economica, e gli sforzi per costruire la pace servono a contrastare le narrazioni e le ideologie del terrorismo”. Da qui l’invito del nunzio a tutti i governi “di affrontare le sfide di quegli individui e di quelle comunità più a rischio di radicalizzazione e di reclutamento: la loro integrazione sociale smaschererà le bugie che stanno dietro ad una narrazione terrorista distorta e alle ideologie”.

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