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Stati Uniti: i vescovi contestano la revoca del piano sull’energia pulita

(da New York) “Ascoltate il grido della terra e il grido dei poveri. Cercate nuove soluzioni legislative”, così si è espresso a nome della Conferenza episcopale Usa, il vescovo Frank J. Dewane, commentando la decisione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente di revocare il piano per l’energia pulita e il programma nazionale di riduzione delle emissioni di carbonio delle centrali elettriche americane.
Il vescovo Delawe, a capo della Commissione per la giustizia e lo sviluppo umano, comprende che il CPP (Clean Power Plan – Piano per l’energia pulita) non è l’unico meccanismo possibile per affrontare il cambiamento climatico, ma l’amministrazione Trump dopo “aver ritirato gli accordi di Parigi non sta proponendo un’alternativa adeguata e sta semplicemente smantellando il piano mettendo a rischio migliaia di individui soprattutto i poveri, mentre i nostri leader dovrebbero rispettare il richiamo morale del Santo Padre sull’ambiente e proporre nuove leggi”.
La decisione dell’Agenzia per l’ambiente nasce da una controversia legislativa, secondo cui la legge stabilita da Obama aveva di fatto scavalcato le leggi federali che governavano il funzionamento delle centrali elettriche e a carbone. Poiché adeguarle agli standard proposti dal Piano per l’energia sarebbe stato troppo costoso, il regolamento riuscì a bloccarne praticamente il funzionamento, condizionando in tal modo il mercato. I vescovi chiedono con insistenza di ridurre le emissioni di carbonio e di stabilire uno standard nazionale che protegga l’ambiente.

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