Settimana sociale: sr. Smerilli (Auxilium), rispetto all’evoluzione del lavoro “dobbiamo accompagnare il cambiamento, non negarlo e neanche enfatizzarlo”

Rispetto all’evoluzione del lavoro “non dobbiamo essere vittime di facili entusiasmi e neanche di eccessive preoccupazioni. Dobbiamo accompagnare il cambiamento, non negarlo e neanche enfatizzarlo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio suor Alessandra Smerilli, docente alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma, nel corso della seconda diretta streaming in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari da 26 al 29 ottobre. Rispondendo alle sollecitazioni di Fabio Bolzetta, giornalista di Tv2000, suor Smerilli ha ricordato come “l’Ocse stima che il 35% dei lavori saranno trasformati dall’automazione”. Secondo la docente, “per accompagnare questo processo bisogna lavorare su più fronti: capire cosa comporta la coesistenza tra essere umani e robot, accompagnare lo sviluppo delle competenze che servono per poter lavorare in questo modo e ripensare le tutele di un lavoro che va cambiando con l’industria 4.0 e i servizi 4.0”. Smerilli ha raccontato poi la “bellissima esperienza vissuta negli Stati Uniti a luglio” con un gruppo di giovani. “Dopo uno studio teorico – ha spiegato – i giovani hanno lavorato insieme, con le proprie competenze, per realizzare un gioco virtuale in 3d per educare alla sostenibilità ambientale”. “Ho imparato – ha proseguito – l’enorme potenzialità dei giovani, quanto lavoro umano c’è dietro un videogioco e quanti possono essere i campi di applicazione di progetti analoghi”. Secondo Smerilli, “questo genera lavoro nuovo e bello, per il quale i giovani devono prepararsi”. La docente ha poi sottolineato la necessità che “l’Università prenda sul serio la sfida dell’insegnare a lavorare formando competenze, ristrutturando i nostri corsi in questo senso. Così possiamo fare dei passi avanti”. Rispetto al fatto che l’automazione eliminerà molti posti, è stata poi rilanciata la proposta della filosofa canadese Jennifer Nedelsky secondo cui – ha precisato la docente – “la nuova norma sociale dev’essere che lavoriamo meno, 6 ore al giorno, per poi dedicare 2 ore al giorno alla cura degli altri”. Smerilli ha concluso rilevando che, riguardo “ai giovani che rischiano la dignità” per la situazione lavorativa in cui si trovano, “possiamo fare di più come Chiesa”. L’esempio citato è quello della comunità parrocchiale di Grignano che si è autotassata per finanziare la startup di un pastificio permettendo a sei giovani di iniziare a lavorare. Ora i giovani si stanno impegnando a restituire alla comunità il prestito”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia