Lavoro: Sacconi (presidente Commissione Senato), “sfida è transitare da vecchie politiche attive a un mercato transizionale che richiede una rete nazionale di servizi”

“La sfida è transitare dalle vecchie politiche attive, in Italia sempre poco realizzate dalle Regioni, al nuovo mercato transizionale del lavoro che richiede una rete nazionale di servizi pubblici, privati e privato-sociali che vanno dalla scuola all’università, dalla formazione al collocamento mirato”. Lo ha affermato oggi Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, nel corso della presentazione dell’indagine conoscitiva su “L’impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale”, la cui relazione conclusiva è stata approvata ieri. Nel testo – ha spiegato – viene sottolineato “il sostegno alla domanda di formazione” convinti della “necessità di potenziare la domanda, nel contesto di quella rete unitaria nazionale che non lascia sola la persona, in particolare il disoccupato”. “Dobbiamo capacitare la domanda – ha precisato Sacconi – per migliorare l’offerta, posto che questa si è spesso rivelata autoreferenziale”. Occorre poi un “piano di alfabetizzazione digitale per gli adulti per evitare che tecniche e tecnologie elementari determinino esclusione”. Nell’indagine, ha evidenziato il presidente, c’è “un inno alla contrattazione”. E se “viene messo in discussione l’impianto di salute e sicurezza”, la Commissione segnala “come è importante la sorveglianza sanitaria integrale del lavoratore quale prevenzione generale”. La Commissione segnala poi “i processi di urbanizzazione digitale”. “Bisogna pensare ad hub – ha osservato il presidente – che possano attrarre attività tecnologiche e lavoro; hub fatti non solo di formazione e ricerca ma anche di infrastrutture digitali, reti, servizi”. Infine nell’indagine vengono segnalati “l’anticipo delle scelte di vita e il lavoro agile per la procreazione e la cura” e la necessità di un “nuovo welfare”. “Alcuni momenti di discontinuità nella vita lavorativa, in quanto socialmente rilevanti – come la formazione, la procreazione e il caregiving – meritano contributi figurativi”, ha concluso Sacconi.

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