Diocesi: Pompei, venerdì si presenta un libro su Bartolo Longo e sulla “carità che fa nuova la storia”

“Bartolo Longo dal Salento a Pompei. La carità che fa nuova la storia” è il titolo del nuovo volume di mons. Antonio Illibato dedicato al beato Bartolo Longo, fondatore del santuario e della Nuova Pompei, che sarà presentato venerdì 13 ottobre, alle 17.30, presso la sala Marianna De Fusco del santuario. A tracciare gli aspetti essenziali della biografia di Longo saranno mons. Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei, mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Ugo Dovere, storico, e Angelo Scelzo, editorialista di “Avvenire” e de “Il Mattino”. Il libro, edito dal santuario di Pompei, nasce da una lunga e profonda indagine storica e culturale che segna una svolta nel campo delle biografie longhiane. “Il lavoro – come scrive l’arcivescovo Caputo nell’introduzione – è frutto dell’inventariazione e del riordinamento dell’imponente archivio del Longo”. La produzione di mons. Illibato e soprattutto quest’ultimo volume costituiscono, di fatto, si legge in una nota del santuario di Pompei, “una summa dell’opera di Pompei, un compendio che racconta la vicenda personale dell’avvocato pugliese e di quanto seppe realizzare a Valle di Pompei. L’opera, già dal titolo, mette in luce la poliedrica personalità del Longo, uomo d’intensa preghiera e di attività frenetica, che pose intelligenza e volontà al servizio del bene piantando l’opera di Pompei, un’opera che tutto deve a Maria e della Vergine del Rosario porta il segno nell’anima e nelle pietre del suo vivere”. Il lavoro di mons. Illibato, membro del Comitato scientifico della Rivista di storia sociale e religiosa del Mezzogiorno Campania Sacra e già direttore dell’Archivio storico diocesano di Napoli, come sottolinea l’arcivescovo di Pompei nella presentazione, è destinato a diventare “il nuovo e decisivo punto di riferimento nella straordinaria vicenda umana ed ecclesiale di un fondatore e nella storia, unica ed irripetibile, di una città che ha visto trasformare in pietre d’angolo le intuizioni di carità e in monumenti della fede le preghiere di un laico”.

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