Colombia: al via il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione per raccogliere esperienze internazionali di costruzione della pace

È iniziato da pochi minuti a Bogotá, capitale della Colombia, il settimo Congresso nazionale di Riconciliazione, promosso dalla Chiesa colombiana attraverso il Segretariato di Pastorale sociale. Il Congresso è intitolato “La Colombia è capace di riconciliazione” e si tiene a un mese di distanza dalla storica visita di Papa Francesco, in un momento caratterizzato dall’implementazione dell’accordo di pace con l’ex guerriglia delle Farc e dalla fase di cessate il fuoco bilaterale tra Governo e guerriglia dell’Eln. Tra i partecipanti numerose personalità ecclesiali, politiche, di istituzioni internazionali. Tra questi, il presidente della Conferenza episcopale colombiana, mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, il nunzio apostolico, mons. Ettore Ballestrero, Rodrigo Rivera dell’Alto Commissariato per la pace, l’inviato speciale dell’Unione europea, Eamon Gilmore, il procuratore generale Fernando Carillo, l’incaricato Onu Rafael Zabala e Roberto Vidal, magistrato del Tribunale di giustizia speciale per la pace.
Obiettivo del Congresso, che proseguirà fino a venerdì, è quello di raccogliere proposte da esperienze internazionali di costruzione della pace, di analizzare lo stato di avanzamento, le sfide e le opportunità riguardo all’implementazione degli accordi di pace. In particolare, sarà fatto il punto sul progetto Barometro, strumento di verifica e monitoraggio dell’implementazione degli accordi dell’Avana. Riflette il direttore del Segretariato di Pastorale sociale, mons. Héctor Fabio Henao: “Il Congresso avrà una grande importanza per le decisioni e le proposte che lancerà per il futuro. Si discuterà di temi di interesse nazionale e si rifletterà sulle sfide del posto conflitto in Colombia”. Durante il Congresso ci sarà spazio anche per le testimonianze delle vittime del conflitto.

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