Apparizioni di Fatima: Jesi, venerdì il vescovo Rocconi consacra la diocesi a Maria

In quest’anno centenario delle apparizioni di Fatima, un bel numero di parrocchie e tante famiglie della diocesi di Jesi hanno accolto l’immagine della Madonna di Fatima e al culmine di questo percorso della Peregrinatio Mariae venerdì 13 ottobre, nel giorno del centenario dell’ultima apparizione di Fatima, in duomo è prevista la consacrazione della diocesi a Maria Santissima. Alle 20,45 la recita del Rosario e alle 21.30 la concelebrazione eucaristica e la preghiera di consacrazione della diocesi. “Il 12 e 13 maggio scorso il Papa è stato in pellegrinaggio a Fatima, nel centenario dell’inizio della apparizioni – scrive il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, nel messaggio di invito. – Il pellegrinaggio del Papa è stato un invito a guardare là, a Fatima, per accoglierne il grande messaggio di consapevolezza e di speranza. Se Maria a Fatima ha richiamato gli uomini alla gravità del peccato, è perché ha voluto ricordarci che lontano da Dio l’uomo non può che distruggersi”. Per il presule, “il messaggio di Fatima resta fondamentalmente di speranza: infatti la visione che i bambini hanno avuto mostra la forza che si contrappone al potere della distruzione, cioè lo splendore della Madre di Dio, la quale rivolge il suo appello alla conversione. In tal modo viene sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo. La parola consacrazione contiene in sé anche il concetto di appartenenza. Consacrarsi a Maria vuol dire essere completamente di Maria per essere completamente del Signore Gesù”. Maria, che “è stata la via che ha condotto il Signore a venire fra gli uomini”, “oggi può essere la via degli uomini per arrivare al Signore Gesù. È con questo spirito che consacriamo la diocesi a Maria Santissima – sottolinea il vescovo -. Non è un gesto autonomo rispetto al Battesimo. È riscoprire il Battesimo, è ringraziare per il Battesimo, è rinnovare la volontà di vivere la vita nuova che nel Battesimo trova la sua sorgente, è guardare a Maria come modello di vita”. La consacrazione a Maria della diocesi, conclude mons. Rocconi, “non è una semplice preghiera. È un modo di vivere, è un professare con la vita la propria fede, presi per mano da Maria, dono di Gesù”.

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