Papa Francesco: a convegno vocazioni, “l’infinita pazienza di ricominciare”

“C’è bisogno oggi di una pastorale vocazionale dagli orizzonti ampi e dal respiro di comunione; capace di leggere con coraggio la realtà così com’è con le fatiche e le resistenze, riconoscendo i segni di generosità e di bellezza del cuore umano. C’è l’urgenza di riportare dentro alle comunità cristiane una nuova cultura vocazionale”. Sono gli auspici con cui si conclude il discorso consegnato dal Papa ai partecipanti al convegno sulle vocazioni promosso dalla Cei, ricevuti oggi in udienza in Aula Paolo VI. “Fa parte ancora di questa cultura vocazionale la capacità di sognare e desiderare in grande, quello stupore che consente di apprezzare la bellezza e sceglierla per il suo valore intrinseco, perché rende bella e vera la vita”, prosegue Francesco. “Non stancatevi di ripetere a voi stessi: ‘io sono una missione’ e non semplicemente ‘io ho una missione'”, l’imperativo del Papa,  secondo il quale “essere in missione permanente richiede coraggio, audacia, fantasia e voglia di andare oltre, di andare più in là”, per poter “andare oltre le paure che rinchiudono in sé stessi e paralizzano ogni desiderio di bene”. “È bello – conclude Francesco – sapere che il Signore si fa carico delle nostre fragilità, ci rimette in piedi per ritrovare, giorno dopo giorno, l’infinita pazienza di ricominciare” e di “individuare con coraggio strade nuove nell’annuncio del vangelo della vocazione”.

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