Papa con terremotati: mons. Boccardo (Norcia), “è stato un incontro di famiglia. Avvolti dall’abbraccio paterno del Pontefice”

“È stato un incontro di famiglia in cui la gente che sta vivendo questo momento pesante si è sentita avvolta dall’abbraccio paterno del Pontefice”. Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, racconta al Sir l’udienza odierna di Papa Francesco alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Un incontro nel quale, spiega il presule, “il Pontefice ci ha ricordato che la ricostruzione passa per le mani e i cuori di tutti dando spazio alla speranza e non all’ottimismo. L’ottimismo, infatti, è un sentimento vago che ti fa dire, ‘aspetta che ti passa’, la speranza, invece, è la forza interiore che resta viva anche nel momento della paura e dello scoraggiamento”. La ricostruzione, avverte mons. Boccardo, “chiederà tempo, pazienza, fatica, denaro, e anche polemiche che spesso in questi casi si verificano. La speranza ci invita a superare tutto e ci spinge a rimboccarsi le maniche”. Le parole di Papa Francesco, aggiunge l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, “ci ricordano in special modo, la necessità di ricostruire anche l’identità. E per far questo occorre tanta forza interiore. Senza motivazioni interiori anche le difficoltà più piccole diventano insormontabili”. Da qui l’importanza di “ricostruire le chiese distrutte. Esse – afferma mons. Boccardo – sono la storia di questa gente e di intere generazioni. Avere una chiesa, indipendentemente dalle opere d’arte che può contenere, un luogo dove è la casa di Dio in mezzo a quella degli uomini diventa fondamentale. Ecco perché la ricostruzione delle case deve andare di pari passo con quelle delle chiese”.

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