Disabili mentali: Previte (Cristiani per servire), non sono “cittadini di infima serie”. Ridefinire e adeguare pensioni e indennità

È ingiusto “colpire” gli animali domestici, “per i quali nutriamo un profondo rispetto”, “ma è altresì super ingiusto non considerare l’essere umano” o ritenere “i disabili cittadini di una infima serie”. Lo ribadisce, dopo l’appello rivolto nei giorni scorsi al presidente del Consiglio Gentiloni, Franco Previte, presidente dell’associazione “Cristiani per servire”. “Restiamo del parere – afferma in una nota diffusa oggi – che è autentica vergogna, davvero intollerabile, constatare la ‘sorte’ e la ignobile dimenticanza di persone umane, disabili, anziani”. Previte critica il fatto che per “tutto il mondo della disabilità pare che le provvidenze economiche per l’anno 2017 siano le stesse del 2016”. Una “vittoria di Pirro che, pare, stiamo pagando a caro prezzo” e “conduce in maniera inesorabile ad una sconfitta”. Le persone “disabili fisicamente nel corpo” e quelle “handicappate nella psiche”, la denuncia del presidente di “Cristiani per servire”, sono “totalmente ignorate dalle istituzioni, dalla politica e lasciati allo ‘sbaraglio’, benché la Costituzione italiana all’art.32 sia molto chiara sul “rispetto della persona umana’”. Di qui il rinnovato appello alla politica e al governo Gentiloni a ridefinire, collegandole agli indicatori dell’inflazione del costo della vita, gli importi di pensioni, assegni e indennità che erogati a disabili e invalidi civili.

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