Diocesi: Perugia-Città della Pieve, cinque bambini profughi possono riabbracciare i loro papà

Aver potuto abbracciare, dopo tre mesi di attesa, i loro papà. È il dono dell’Epifania per cinque bambini profughi accolti dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve.  Le storie di queste famiglie sono state raccontate dagli operatori del “Progetto diocesano di accoglienza immigrati e richiedenti asilo” il giorno di Natale, durante il pranzo offerto dal cardinale Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, a 165 persone italiane e straniere accolte nelle strutture di ospitalità della Caritas. La più piccola commensale del “Pranzo di Natale” – informa la diocesi – ha appena quattro mesi ed è nata dopo che la madre aveva lasciato la Libia, dove era rimasto il marito in attesa di poterla raggiungere in Italia. Diversa è la storia degli altri quattro bambini, che, insieme ai loro genitori, erano stati tratti in salvo nel Mediterraneo da una nave e portati a Lampedusa, dove per errore i padri erano stati trasferiti a Sassari. La Caritas perugina, accogliendo questi minori con le loro madri, si è adoperata affinché, con l’aiuto delle Prefetture di competenza, fossero portate a termine nel periodo natalizio le procedure burocratiche per il ricongiungimento familiare. Ricongiungimento che è avvenuto due giorni prima dell’Epifania, salutato come un dono del Signore per questi piccoli, le loro mamme e i loro papà, che dal 4 gennaio sono tornati a vivere insieme ospiti della Chiesa diocesana in una struttura in località Solfagnano di Perugia. “L’incontro è stato una sorpresa”, racconta Stella Cerasa, assistente sociale del Progetto diocesano di accoglienza: “Alle mamme non abbiamo detto nulla, ma con una scusa le abbiamo fatte preparare di buon mattino e quando hanno visto arrivare i padri delle loro creature hanno provato una gioia indescrivibile, che ha riempito di felicità e soddisfazione anche noi operatori”.

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