Teologia e pastorale: Gronchi (Urbaniana), dal Papa “novità nella continuità”

“Novità nella continuità, distinzione senza separazione, unione senza confusione”. Così don Maurizio Gronchi, docente di teologia dogmatica alla Pontificia Università Urbaniana, ha sintetizzato il paradigma teologico di Papa Francesco, in linea con la “tradizione” ecclesiale culminata nel Concilio Vaticano II. Aprendo la seconda giornata del convegno nazionale delle facoltà teologiche e degli Issr italiani, in corso a Roma fino al domani sul tema “Quale rapporto fra teologia e pastorale? Il ruolo delle facoltà teologiche e degli Issr nelle Chiese locali e nella società”, per iniziativa del Servizio Cei per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose, il teologo ha fatto notare come il pensiero teologico di Bergoglio si declina su tre direttrici principali: “primato incondizionato della grazia; maturazione graduale dell’esperienza cristiana; discernimento pastorale e comunitario”. Quello di Bergoglio, ha spiegato Gronchi, “è un pensiero aperto, non è l’assolutizzazione della periferia, e non è l’assolutizzazione del centro”, e chiede “un linguaggio adeguato alla permanente novità del Vangelo, che custodisca la sostanza, adattando la formulazione della sua espressione”. “Spetta ai teologi – ha concluso il relatore – il compito umile e impegnativo di mettere in evidenza la ricchezza del magistero di Papa Francesco, non solo  mediante un’opera di ricostruzione delle radici teologiche del suo pensiero, ma soprattutto considerando che i temi maggiori su cui insiste hanno una profondità ben radicata nella tradizione ecclesiale, che merita di essere messa in luce e approfondita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia