Diocesi: mons. Santoro (Taranto), “diacono significa servo” ed è “testimonianza diversa rispetto al mondo e ai suoi criteri”

Dopo le due ordinazioni sacerdotali degli scorsi giorni, la diocesi di Taranto si stringe ancora una volta attorno a tre giovani accoliti, che poco fa hanno scandito il loro “eccomi” dinanzi all’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, nella celebrazione solenne che li ha reso diaconi temporanei, in attesa del passo successivo, quello del sacerdozio. Si tratta di Angelo Baldassarre, Marino D’Amore e Michele Maggio. La Cattedrale Gran Madre di Dio ha accolto centinaia di fedeli, delle parrocchie di origine dei tre giovani e di quelle dove stanno svolgendo il loro “tirocinio formativo” in attesa del sacerdozio.
“Diacono significa servo – ha spiegato stasera monsignor Santoro durante l’omelia – ed è questo che siete chiamati ad essere: servitori del Padre, della Chiesa, della comunità cristiana. Rimanere in questa storia di grazia a cui siete stati chiamati, è la condizione per crescere e camminare, un sì da ribadire ogni giorno al mattino. La promessa per chi rimane è la vita eterna, non certo poco. Pensate a quanto sia controcorrente che un giovane sia consacrato per servire e non per guadagnare o per ottenere successo. Il diacono è la testimonianza diversa rispetto al mondo e ai suoi criteri. Con questo sì, con questo essere chiamati ad essere annunciatori di salvezza, ne guadagna la vostra intimità con Dio. Il vostro donarvi e’ un atto di coraggio ed audacia”. Tre giovani che vengono da situazioni “comode”, contratti a tempo indeterminato, sicurezza economica e solide famiglie alle spalle, “ma che nel lungo cammino che li ha condotti fin qui – come hanno spiegato i loro formatori – non hanno esitato a lasciare tutto e rispondere a quella domanda di senso che sentivano dentro, pur avendo tutto ciò di cui avevano bisogno”.

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