Chiesa e abusi: Turú (Fratelli maristi), “i casi che si sono verificati sono per noi motivo di grande sofferenza”

“Nella nostra storia abbiamo avuto molti motivi per rendere grazie, ma anche per riconoscere il nostro peccato. In alcune delle nostre istituzioni, che avrebbero dovuto essere un luogo sicuro per tutti i bambini e i giovani, si sono verificate situazioni di abuso che hanno lasciato in loro delle ferite profonde che spesso li accompagneranno per tutta la vita. Siamo nati per aiutare i bambini e i giovani a convertirsi in buoni cristiani e buoni cittadini, come ha voluto il nostro fondatore. E, fortunatamente, questo è ciò che è avvenuto nella maggior parte dei casi per coloro che hanno frequentato istituti educativi maristi. Ma i casi di abuso che si sono verificati, sono per noi motivo di grande sofferenza in netta contraddizione con la nostra vita e la nostra missione”. Lo afferma il superiore generale dei Fratelli Maristi, Emili Turú Rofes, in un’intervista al Sir in occasione dell’apertura delle celebrazioni del bicentenario della fondazione dell’Istituto. A differenza del passato, prosegue, abbiamo “chiare politiche istituzionali che ci aiuteranno non solo a prevenire possibili situazioni di abuso, ma anche a reagire in maniera immediata di fronte a qualsiasi sospetto o denuncia, applicando le leggi del Paese in questione e le leggi della Chiesa”. Inoltre, conclude, “ogni provincia marista si è data delle politiche per la tutela dei minori, ispirandosi a un principio che riteniamo assoluto: il rispetto e la protezione dei bambini e dei ragazzi. Il benessere dei minori e il sostegno alle vittime viene dunque prima di ogni altra cosa, come per esempio la protezione dell’Istituto o di colui che ha commesso l’abuso”.

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