Venezuela: mons. Giordano (nunzio), “dentro il conflitto aprire processi di riconciliazione”

“La diplomazia del Papa si basa sull’incontro, senza allineamenti ideologicamente preconcetti”; egli “incoraggia sempre a tentare di aprire una porta, pur consapevole dei limiti e dei rischi, piuttosto che stare nell’immobilismo cronico della violenza. Questo incoraggiamento vale anche per il Venezuela”. Mons. Aldo Giordano, nunzio in Venezuela, interpreta la difficile situazione del Paese latinoamericano alla luce degli insegnamenti di pace che giungono dal pontefice argentino. In questa realtà di grave tensione, come vede mons. Giordano il suo ruolo di nunzio? “C’è un principio della Evangelii gaudium – afferma – che mi ha guidato dal primo giorno del mio arrivo in Venezuela, il 3 febbraio 2014: l’unità prevale sopra il conflitto. In una situazione di conflitto ci sono tre possibilità: guardare il conflitto e continuare nell’indifferenza; esserne talmente coinvolti da non avere alcuna luce per una proposta di soluzione; ma la terza possibilità, propria degli ‘operatori di pace’, è avere coscienza del conflitto e soffrirlo, avendo la sapienza per aprire dentro il conflitto un processo di riconciliazione. Il Papa ama il concetto di processo. Io cerco, con umiltà, di credere che è sempre possibile iniziare un processo, soprattutto con i tanti incontri che vivo”.

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