Rapporto Censis/Ucsi: De Rita, “per affrontare i grandi problemi collettivi la mediazione è necessaria”

“La disintermediazione è bellissima sul piano personale, ma non si può applicare agli ambiti in cui invece la mediazione è necessaria, come i grandi problemi collettivi”. E’ la tesi argomentata da Giuseppe De Rita nell’intervento che ha concluso la presentazione, oggi a Roma, del Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione. Il presidente del Censis ha parlato del “mito della disintermediazione”, alimentato dai comportamenti convergenti del premier Renzi e del Movimento5Stelle. Per De Rita il “meccanismo mentale” è lo stesso, si dipinge un quadro in cui “l’élite vuole fare mediazione e il popolo vuole disintermediare tutto”, così che “chi vuole intermediare diventa subito ‘casta’” e i corpi intermedi diventano un ostacolo da neutralizzare. Secondo il presidente del Censis su questo meccanismo comincia a pesare “qualche ombra”, perché “la realtà viene fuori per quella che è, i tempi di soluzione dei problemi si allungano, la complessità ha bisogno di essere gestita” e questo induce a riflettere. Non è un caso, ha osservato ancora De Rita, che il Rapporto sulla comunicazione abbia messo in luce da un lato la forte spinta alla disintermediazione personale nella fruizione dei media, ma dall’altro una chiara richiesta di controlli sulla rete: “Quando emergono le grandi questioni, come la lotta al terrorismo e alla pedopornografia, allora gli utenti si appellano ai gestori della rete, alla magistratura, addirittura ai servizi di sicurezza”.

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