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Parlamento Ue: Schulz, “l’Europa deve essere una casa migliore per i suoi cittadini ebrei”. Ricordo di Peres

Bruxelles: l'intervento del presidente Schulz (foto SIR/Parlamento europeo)

(Bruxelles) “Quando vediamo che un ebreo su cinque in Europa ha subito violenza verbale o fisica, quando queste aggressioni sono sempre più numerose e quando vediamo che la popolazione ebraica in Europa è diminuita da quasi quattro milioni nel 1945 a poco più di un milione oggi, allora sappiamo che è giunto il momento non solo di prendere un impegno politico chiaro, ma di agire efficacemente nel più breve tempo possibile. L’Europa deve essere una casa migliore per i suoi cittadini ebrei”. Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, ha concluso la conferenza svoltasi ieri nella sede dell’Assemblea Ue a Bruxelles, con un appello a proteggere tutti i cittadini comunitari, con uno sguardo particolare per chi ha subito o subisce forme di discriminazione e razzismo. Tra questi, gli ebrei, cui era dedicato l’incontro che ha messo a fuoco la situazione attuale dell’antisemitismo e le prospettive future per le comunità ebraiche. La conferenza era partita dalla constatazione che la comunità ebraica nei Paesi Ue si sta costantemente riducendo (secondo dati della Jewish Agency, quasi 10mila ebrei si sono trasferiti in Israele nel 2015, 8mila solo dalla Francia). “Alcuni di noi ancora non hanno capito che ciò che ci rende europei non è il nostro sangue o la religione, ma la nostra forte adesione ai nostri valori di tolleranza, rispetto e libertà”, ha concluso Schulz davanti a numerosi rappresentanti delle comunità ebraiche in Europa. Un ricordo speciale è dedicato oggi da Schulz allo scomparso ex presidente israeliano Simon Peres.

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