Legge stabilità: i punti Cna, “iri, imu, studi settore, reddito cassa”

(DIRE-SIR) – Mentre la discussione sulla legge di stabilità 2017 entra nel vivo, Cna chiede al governo un impegno declinato principalmente su quattro punti. La vera sfida, come spiega alla ”Dire” Sergio Silvestrini, il segretario nazionale di Cna, a margine del convegno “Comune che vai fisco che trovi” organizzato dalla Cna di Arezzo, è la “diminuzione della pressione fiscale alla micro e piccola impresa”. C’è quindi il tema dell’Iri, l’imposta sul reddito imprenditoriale, “e noi qui ci aspettiamo che le grandi e le piccole imprese siano tassate allo stesso modo. Da due anni, inoltre, chiediamo che passi la logica del reddito per cassa, pagare le tasse cioé su quello che incassiamo e non su quel che fatturiamo”. Serve inoltre, ed è il terzo punto della lista che Cna ha girato all’esecutivo, “una modifica sostanziale sugli studi di settore, non più cioé un dispositivo oppressivo per le piccole imprese”. Inoltre, aggiunge Silvestrini, “chiediamo che l’Imu sui capannoni possa essere sgravata dai nostri redditi: penso sia arrivato il momento di considerare superata la tassa sui capannoni, la più odiata da noi”. Sono quattro passaggi, conclude il segretario nazionale della Cna, “che noi crediamo possibili. Confidiamo che il governo, pur nei vincoli di bilancio che sono obiettivi, e anche il Parlamento possano dare una risposta positiva alle proposte che stiamo facendo da tempo”. (www.dire.it)

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