Rifugiati: mons. Marcianò (ordinario militare Italia), “custodire persone, non confini!”

Rifugiati e accoglienza. Di questo ha parlato l’ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, nella relazione tenuta al congresso dell’Apostolato militare internazionale, in corso a Vught, in Olanda. “Lo scarto dei rifugiati non è solo il rifiuto che può esserci alle frontiere – ha osservato – ma inizia proprio da una cultura che divide il mondo in ricchi e poveri, potenti e deboli, facendo sempre ricadere sui deboli le conseguenze di ogni ingiustizia e discriminazione, anche quella contro il creato”, ma c’è anche chi, come l’Italia, “si è assunta una tale responsabilità di soccorso e di accoglienza”. L’accoglienza pastorale dei rifugiati, per Marcianò “porta alla luce un nuovo, vasto, e direi entusiasmante campo di evangelizzazione e carità per l’Apostolato militare internazionale, attento all’annuncio evangelico e alla promozione della cultura della pace”. Ed è in “questa responsabilità che si colgono, dunque, inedite sfumature della missione dei militari, quasi un ‘nuovo profilo’, disegnato sul serio e significativo impegno di combinare l’accoglienza con la sorveglianza, la protezione dei cittadini con il soccorso agli stranieri”. Si tratta di “custodire persone, non confini!”; per questo motivo “la missione consegnata oggi ai militari cristiani e a tutto il mondo militare” è di “trasformare quei confini, che altri vogliono serrare, in varchi di accoglienza nella nostra casa comune”. E ha concluso: “Se la Chiesa tutta non può non essere inquietata da questa emergenza umanitaria, ancor più la Chiesa che è tra i militari se ne deve sentire interpellata”.

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