Ue: Premio Cittadino europeo a Firenze. Riconoscimenti ad Archè, Opera “Giorgio La Pira”, Pegaso e Nawal Soufi

Si terrà a Firenze venerdì 23 settembre la cerimonia nazionale del Premio Cittadino europeo presso gli Archivi storici dell’Unione europea (Villa Salviati, via Bolognese, dalle 10 alle 13). Sono quattro i vincitori italiani a ottenere il riconoscimento: la Fondazione Archè Onlus, l’Opera per la gioventù “Giorgio La Pira”, l’associazione Pegaso Onlus e Nawal Soufi. Dal 2008, il Premio del Cittadino europeo è assegnato a cittadini singoli o a gruppi, organizzazioni e associazioni che si sono distinti “per rafforzare l’integrazione europea e il dialogo tra i popoli, mettendo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali Ue”. Ogni candidato deve essere proposto e presentato da almeno un eurodeputato. La giuria, presieduta dalla vicepresidente del Parlamento europeo Sylvie Guillaume, ha annunciato il 1 giugno scorso i nomi dei 50 premiati europei che parteciperanno, dopo le cerimonie nazionali, a quella di Bruxelles che si terrà il 12 e 13 ottobre presso la sede del Parlamento europeo. La Fondazione Archè è nata venticinque anni fa su iniziativa di padre Giuseppe Bettoni, oggi risponde a situazioni di sofferenza del minore causate da un disagio sociale grave o di malattia. L’Opera per la gioventù “Giorgio La Pira” è sorta a Firenze nel 1954 ed è impegnata nella formazione umana e cristiana dei giovani, finalizzata ad un responsabile inserimento nelle comunità e alla costruzione di una casa comune europea.
L’associazione Pegaso, costituita nel 1998 dalla volontà di un gruppo di familiari di persone con disabilità, ha come obiettivo la creazione di un futuro per i propri figli e per chi ha perso i genitori e si propone di condividere e mettere a confronto esperienze di famiglie con persone disabili. Nawal Soufi è una giovane donna marocchina che ha vissuto tutta la sua vita in Italia, da sempre impegnata nelle attività rivolte al sociale e oggi è diventata un punto di riferimento per migliaia di migranti, in particolare siriani, che la chiamano al telefono cellulare dai barconi in difficoltà lanciandole il proprio Sos per sopravvivere al viaggio della speranza nel Mediterraneo.

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