Sofferenza: Borgna su “La Porta aperta” (Avvenire), “una sfida continua alla nostra coscienza”

“L’esperienza del dolore è comune alla vita di ciascuno di noi ma non c’è una sola esperienza del dolore”, scrive lo psichiatra Eugenio Borgna nell’editoriale di apertura del mensile “La Porta aperta”, la pubblicazione di “Avvenire” che accompagna il Giubileo in edicola domani, 11 settembre, insieme al quotidiano. “Quando si parla di dolore – spiega Borgna – si pensa abitualmente al dolore fisico, al dolore che nasce dalle ferite del corpo, dalle malattie e dalle loro conseguenze. Ma c’è un dolore talora ancora più straziante che è il dolore dell’anima: la tristezza, la solitudine, l’angoscia, l’inquietudine, la nostalgia, il rimpianto, la perdita della patria”. Per lo psichiatra vi è una profonda differenza tra il dolore “visibile” del corpo e quello “nascosto” dell’anima che “non si riconosce facilmente, tende a nascondersi, grida non di rado nel silenzio del cuore, ed è particolarmente lacerante nell’infanzia e nell’adolescenza, nella condizione anziana e in quella ferita dall’handicap, e dalla emarginazione sociale”. Questi due dolori, sottolinea Borgna, rappresentano “una sfida continua alla nostra coscienza e alla nostra responsabilità, e siamo ogni volta tentati di passare accanto alle persone che ne soffrano”. Di qui la riflessione: come essere “sorgenti di misericordia” quando la vita ci fa incontrare il dolore?. “Non saprei rispondere a questa domanda – dice Borgna – se non ricordando le parole di Francesco sulla misericordia spirituale che è, egli dice mirabilmente, ‘apostolato dell’orecchio'”.

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